Esperimenti nucleari in Iran: serie di test condotti su testate di nuova generazione
nov/090
Londra, 6 nov. – (Aki) – Chiarimenti sarebbero stati chiesti all’Iran dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) in merito a una serie di test condotti dai ricercatori della Repubblica Islamica su testate nucleari di nuova generazione basate su una tecnologia ufficialmente segreta sia negli Stati Uniti che in Gran Bretagna. E’ quanto si legge sul quotidiano britannico ‘Guardian’, che cita “documenti mai pubblicati” di un dossier dell’Aiea in cui si afferma che gli esperti iraniani avrebbero condotto esperimenti su componenti dello schema della nuova tecnologia nucleare, nota come dispositivo “two-point implosion”.
La sofisticata tecnologia consente di produrre testate più piccole di diametro e più semplici da montare su un vettore rispetto ai modelli correnti. In passato erano state pubblicate alcune parti del dossier dell’Aiea ‘Possibile Military Dimensions of Iran’s Nuclear Program’, ma sinora non si aveva notizia che il rapporto includesse riferimenti alle testate nucleari di nuova generazione.
Berlusconi: “Italia sesto Paese più ricco al mondo. Il nostro Pil ha superato anche la Gran Bretagna”
nov/090
Roma, 6 nov. – (Adnkronos) – L’Italia ha ormai sorpassato la Gran Bretagna per Prodotto interno lordo e quindi è ormai la sesta nazione più ricca tra i paesi industrializzati dal mondo. Silvio Berlusconi, riferiscono alcuni presenti, interviene al Consiglio dei ministri questa mattina per fare alcune considerazioni sullo stato di salute dell’economia nazionale. Il presidente del Consiglio non ha dubbi: il nostro Paese fa sempre più progressi, visto che è anche il terzo contribuente della Ue e il sesto per le Nazioni unite.
Da qui un monito ai ministri: sarebbe anche il caso che questi risultati e le cose positive che stiamo facendo vengano fatti valere. Il presidente del Consiglio, riferiscono fonti ministeriali, avrebbe infatti chiesto ai colleghi di dare risalto a quanto di buono questo esecutivo sta realizzando e ha realizzato in sedici mesi.
ma siamo sicuri di quello che dice?
Crisi, Napolitano: ”No a facile ottimismo. Servono unità, coesione sociale e riforme”
nov/090
Roma, 5 nov. (Adnkronos/Ign) – No al facile ottimismo, sì a una pacata fiducia in prospettiva: valorizzando quei segnali di ripresa che si registrano grazie agli interventi delle istituzioni internazionali e dei singoli governi e all’azione delle imprese; ma senza nascondere le preoccupazioni per il calo dei consumi familiari e per le difficoltà nel mercato del lavoro.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sintetizza così la realtà economica italiana, nel momento di presumibile passaggio dalla fase di crisi a quella di sviluppo, intervenendo al Quirinale, alla presenza del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, in occasione della consegna delle insegne ai nuovi Cavalieri del Lavoro.
Per il capo dello Stato, “possiamo oggi non già esprimere facile ottimismo ma guardare pacatamente le prospettive più vicine e a quelle di più lungo termine. Se in questo momento – osserva Napolitano – possiamo registrare segnali incoraggianti di ripresa e di ritorno alla crescita del prodotto industriale, lo si deve senza dubbio all’insieme degli energici interventi d’emergenza e delle politiche di sostegno che il governo e le istituzioni internazionali hanno messo in atto, spingendo l’economia mondiale verso un netto risultato positivo previsto per l’anno 2010″.
Il Quirinale sottolinea al tempo stesso che “molto ha contato nel nostro Paese la reattività delle imprese, dalle più grandi alla miriade di imprese medie e piccole, fino a quelle di impronta familiare e individuale: si tratta davvero di un vasto mondo da cui sono venuti decisivi impulsi ed esempi di impegno a resistere, a non cedere, a non fermarsi, a rispondere con intelligenza, creatività e spirito competitivo alla stretta della crisi globale”.
Napolitano non nasconde la sua “preoccupazione, nell’immediato, per la riduzione dei consumi delle famiglie e per il peggioramento del mercato del lavoro”, rilevando anche “il tardare di una robusta ripresa degli investimenti”. Inoltre, “preoccupano, in prospettiva, i limiti persistenti nello sviluppo della ricerca, chiave decisiva per l’innovazione e per la crescita futura”.

Napolitano, che fa suo ”il giudizio positivo ribadito innanzitutto dal Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, sulle prove che dinanzi alla crisi ha dato di sé il nostro sistema bancario”, ha esortato a “guardare tutti insieme al da farsi, nei suoi diversi aspetti, internazionali e nazionali. Guardiamo alle riforme di cui c’è bisogno e a cui si sta lavorando sul piano mondiale; e alle riforme e alle scelte da adottare finalmente in Italia, per risalire in tempi non troppo lunghi ai livelli di attività precedenti la caduta del 2008-2009 e per imprimere alla nostra economia e alla nostra società quel dinamismo che sono venute perdendo da oltre un decennio”.
Il presidente della Repubblica testimonia il suo “apprezzamento all’intero mondo delle imprese: è un mondo – spiega – al quale guardo con particolare attenzione e fiducia nello sforzo, che considero mio dovere istituzionale e a cui dedico ogni mia energia, di cogliere e valorizzare le risorse, le potenzialità e le volontà su cui l’Italia può contare e far leva, per vedere crescere la propria unità, la propria coesione sociale, il proprio ruolo in Europa e nel mondo”.
In tal senso, Napolitano assicura: “Continuerò a richiamare tenacemente il Paese e le forze che lo rappresentano alla necessità di una più serena e condivisa considerazione degli interessi in gioco per il nostro Paese in questa complessa e cruciale fase storica: liberiamoci – esorta – di quel di più, di quel di troppo, in termini di esasperazione dei contrasti e di contrapposizione dei punti di vista, che può compromettere il nostro domani”.
“Continuerò a richiamare tenacemente il Paese – dice Napolitano – e le forze che lo rappresentano alla necessità di una più serena e condivisa considerazione degli interessi in gioco per il nostro Paese in questa complessa e cruciale fase storica”.
Energia: in Toscana crescita per le fonti rinnovabili
nov/090
(AGI) – Firenze, 3 nov. – “Anche la produzione di energia termica ed elettrica da biomasse mostra i primi, importanti, segnali di crescita facendo registrare in un anno e mezzo un aumento del 132%. Si stima infatti che entro l’anno prossimo la potenza degli impianti in esercizio passera’ da 75,6 a 175,6 megawatt. La filiera delle fonti energetiche rinnovabili si allarga e si incrementa in maniera decisa e confortante”.
Lo ha detto l’assessore toscano all’energia e all’ambiente, Anna Rita Bramerini, nel corso della conferenza stampa di presentazione di “Agrienergie 2009″ la rassegna giunta ormai alla terza edizione ed in programma ad Arezzo da venerdi’ 6 a domenica 8 novembre prossimi. “Ad oggi – ha aggiunto Bramerini – sul fronte delle energie rinnovabili registriamo in Toscana una serie di cifre positive che vanno dal +1,8% dell’idroelettrico, al +10% della geotermia, al +113% dell’eolico al +614% del fotovoltaico. Le biomasse, per le quali il Piano energetico regionale prevede piccole centrali e filiere corte, piu’ che raddoppiano la loro potenza, in una regione coperta da boschi e foreste per meta’ del proprio territorio e in cui e’ notevole la quantita’ di scarti da lavorazioni agricole.
Questo e’ particolamente importante ed indicativo di come si stiano riscoprendo le enormi potenzialita’ di questo sistema, antico ma modernissimo, di produrre calore ed elettricita’ sfruttando le risorse di cui disponiamo in loco.
E’ anche grazie ad iniziative come “Agrienergie” che contiamo di migliorare ulteriormente questa ottima performance, visto che il valore potenziale della produzione da biomasse e’ stimato in 800 milioni di euro l’anno e dalle circa 1.000 abitazioni scaldate oggi grazie a combustibili di origine agroforestale toscana, potremmo presto passare a 50.000″.
La tre giorni aretina si sviluppera’ non solo attraverso il normale canale espositivo, ma anche con un convegni, eventi, incontri. Nel pomeriggio di venerdi’ 6 sara’ il presidente della Regione, Claudio Martini, a partecipare all’iniziativa organizzata da Legambiente e dedicata alla definizione del significato di sostenibilita’ economica, sociale e ambientale della filiera agroenergetica.
Eurozona, previsioni d’autunno 2009-2011, economia UE in ripresa graduale
nov/090
(Teleborsa) – Roma, 3 nov – Secondo le previsioni d’autunno della Commissione, l’Unione europea uscirà dalla crisi nella seconda metà di quest’anno, sebbene il PIL dovrebbe subire un calo di circa il 4% nel complesso per il 2009. Lo si legge nelle previsioni d’autunno 2009-2011, redatte dalla commissione UE.
Si attende una ripresa graduale e le previsioni del PIL sono in crescita: di circa tre quarti di punto percentuale nel 2010 e un e mezzo circa nel 2011.
La ripresa delle attività a breve termine è dovuta ai miglioramenti del contesto esterno e delle condizioni finanziarie, nonché alle significative misure di politica monetaria e di bilancio messe in atto. In seguito, una serie di fattori potrebbe frenare la domanda del settore privato e di conseguenza limitare il vigore della ripresa. In particolare, le condizioni del mercato del lavoro rimangono difficili: il tasso di disoccupazione nell’Unione europea dovrebbe raggiungere il 10,25%. Anche il disavanzo pubblico dovrebbe aumentare, raggiungendo il 7,5% del PIL nel 2010, prima di diminuire leggermente nel 2011 quando l’economia si riprenderà e le misure temporanee saranno gradualmente abbandonate.

L’economia dell’Unione europea sta uscendo dalla crisi, soprattutto grazie alle misure ambiziose adottate dai governi, dalle banche centrali e dal UE, che non solamente hanno scongiurato il crollo del sistema ma hanno anche dato avvio alla ripresa. Ciononostante restano molte sfide da affrontare: per mantenere lo slancio e assicurare la sostenibilità della ripresa, è essenziale dare piena attuazione a tutte le misure annunciate e completare il risanamento del sistema bancario. Inoltre occorre cominciare a lavorare di più in un’ottica di medio termine valutando il modo migliore per ovviare agli effetti negativi che la crisi ha provocato sui mercati del lavoro, le finanze pubbliche e la crescita potenziale” ha affermato Joaquín Almunia, Commissario per gli Affari economici e monetari.
Dopo aver attraversato la crisi più profonda, più lunga e più diffusa della sua storia, l’economia dell’Unione europea è giunta a una svolta. Gli ultimi mesi hanno registrato un netto miglioramento della situazione economica e delle condizioni finanziarie, dovuto in gran parte all’adozione di misure di politica monetaria e di bilancio senza precedenti. Molti indicatori finanziari sono tornati ai livelli precedenti alla crisi e la fiducia è in aumento. Le prospettive relative alla crescita e agli scambi a livello mondiale sono migliorate, specialmente nelle economie dei paesi emergenti. Alla luce di questi andamenti, e tenendo conto di un adeguamento favorevole delle scorte, la crescita del PIL nell’Unione europea e nell’area dell’euro dovrebbe tornare positiva nella seconda metà di quest’anno.
Il miglioramento delle prospettive a breve termine nell’Unione europea e all’estero deriva in parte da fattori temporanei: mano a mano che il loro effetto svanirà nel corso del 2010, è probabile che l’attività a livello mondiale subisca un rallentamento. Durante il periodo oggetto delle previsioni, la crescita delle esportazioni dell’Unione europea dovrebbe pertanto stabilizzarsi solo gradualmente.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro dell’Unione europea, nonostante abbia resistito alla crisi meglio del previsto (principalmente grazie a misure politiche a breve termine, riforme precedenti e mantenimento di eccedenze di manodopera in taluni Stati membri), nei prossimi trimestri è attesa una perdita di posti di lavoro. Secondo le previsioni, quest’anno l’occupazione diminuirà di quasi il 2,25%, e nel 2010 scenderà ancora di circa l’1.25%. L’occupazione dovrebbe stabilizzarsi progressivamente verso la fine del 2010 e nel 2011, una volta che la ripresa sarà consolidata.
Anche le finanze pubbliche sono state colpite duramente. Si stima che quest’anno il disavanzo pubblico triplicherà nell’Unione europea (raggiungendo quasi il 7% del PIL rispetto al 2,25% del 2008) e nel 2010 continuerà a salire fino a raggiungere il 7,5% circa.
L’inflazione nell’Unione europea e nell’area dell’euro dovrebbe registrare un lieve aumento dal livello molto basso attuale, pur rimanendo moderata durante il periodo di riferimento delle previsioni. In media, l’inflazione IAPC dovrebbe essere leggermente superiore all’1% nel 2010 e stabilirsi intorno all’1½% nel 2011 in entrambe le aree. Mentre i prezzi crescenti delle materie prime eserciteranno probabilmente una pressione al rialzo sull’inflazione, il sostanziale rallentamento dell’economia e la crescita debole dei salari dovrebbero invece avere un effetto di contenimento.
L’economia dell’Unione europea sta superando la crisi ma le prospettive rimangono altamente incerte e soggette a rischi non trascurabili ma che nel complesso sembrano compensarsi. Se le misure politiche si dimostrassero più efficaci del previsto nel risanare il settore finanziario e migliorare la fiducia, o se la domanda mondiale aumentasse ben oltre le stime, la ripresa potrebbe essere sorprendentemente più vigorosa. D’altro lato, le difficoltà del mercato del lavoro e gli ostacoli agli investimenti potrebbero avere conseguenze più pesanti del previsto. Inoltre, se non risanerà i suoi bilanci, il settore bancario potrebbe non essere in grado di fornire sostegno sufficiente alla ripresa. Anche i rischi che gravano sulle prospettive d’inflazione sembrano nel complesso compensarsi.
Berlusconi, prove di dialogo con il Pd di Bersani: “Cambiate registro e facciamo insieme le riforme”
nov/090
Roma, 2 nov. (Adnkronos/Ign) – ”Magari”. Così Silvio Berlusconi risponde a Bruno Vespa che gli domanda se la riforma della giustizia può essere il primo banco di prova per il neo segretario del Pd, Pierluigi Bersani. ”Nessuno più di me è predisposto al dialogo. Ma per dialogare -spiega il presidente del Consiglio nel libro del giornalista ‘Donne di cuori’, in uscita il 6 novembre- è necessario essere in due, e soprattutto avere rispetto dell’avversario, non insultarlo e demonizzarlo come il Pd di Franceschini e di Veltroni ha fatto ogni giorno, e spesso più volte al giorno, contro la mia persona”.
”Se Bersani deciderà di cambiare registro e di concorrere alle riforme importanti per il futuro dell’Italia, il più contento sarò io”, assicura Berlusconi. Quanto alla possibilità che ci sia un dialogo tra maggioranza e opposizione, il premier replica: ”Se il nuovo segretario del Pd manifesta una disponibilità a trattare sulle materie più importanti, non ci sarà nessuna difficoltà ad aprire una discussione seria. Bersani dimentica che molti voti di fiducia si sono resi necessari per le pratiche ostruzionistiche dell’opposizione”. Può essere la giustizia il primo banco di prova?, chiede Vespa. ”Magari!…”, è la risposta del Cavaliere.

Il premier lo esclude. Ma “se mai dovesse verificarsi un cambiamento di maggioranza”, dice il Cavaliere precisando che è “un’ipotesi che non esiste”, “sarebbe inevitabile il ricorso ad elezioni anticipate”. Fini “si è dimostrato un alleato leale e un politico lungimirante. A lui mi lega un solido rapporto di amicizia e di stima”, aggiunge.
Quanto alle azioni legali contro i quotidiani ‘La Repubblica’ e ‘L’Unità’, il presidente del Consiglio non ha dubbi: ”Ho il dovere di tutelare non la mia persona, ma l’istituzione che rappresento e che mi è stata assegnata dal voto di milioni di italiani. Insultando me -sottolinea- si insultano tutti loro, si insulta il loro voto, la loro volontà, la loro dignità”.
”E -spiega il premier- non ho sporto querela. Mi sono rivolto, in modo direi quasi disarmato, ai giudici civili destinando da subito l’eventuale risarcimento del danno all’Istituto San Raffaele di Milano”. Poi Berlusconi risponde anche a una domanda su Vittorio Feltri alla guida de ‘Il Giornale’: ”Feltri è un giornalista certamente di centrodestra, che assume però le sue posizioni in assoluta autonomia. E che e’ geloso di questa autonomia. Questo vale -dice Berlusconi- per il caso Boffo come per altri interventi del ‘Giornale’ nel dibattito politico recente”.
Berlusconi è poi certo che la concessione delle presidenze di due Regioni del Nord alla Lega non rischia di ridimensionare il peso nazionale del Pdl. ”La questione è oggi ancora sul tavolo -dice- ma se ciò dovesse accadere certamente no. L’alleanza con la Lega è davvero solida. Non c’è nessun problema nell’individuazione dei candidati alle elezioni regionali anche perché presenteremo in ogni regione del Nord un ticket che indicherà un presidente del Pdl e un vice della Lega e viceversa. Nessun pericolo di sganciamento leghista, dunque. Tra me e Umberto Bossi c’è un patto ormai consolidato fondato anche sull’amicizia e sull’affetto”.
Capitolo Udc. ”E’ con noi nel Partito del popolo europeo -sottolinea il premier-, che è la grande famiglia della libertà e della democrazia in Europa. Negli altri paesi dell’Unione i partiti popolari non si alleano con la sinistra, non sono disponibili ad allearsi con una parte o con l’altra. Questo non è casuale. E’ la conseguenza del fatto che i nostri valori, i nostri programmi, la nostra economia sociale di mercato, sono concezioni alternative a quelle della sinistra”.
Internet in Italia fatica a decollare: usa la rete solo un italiano su due
nov/090
Roma, 1 nov. – (Adnkronos) – Gli italiani hanno ancora tanta strada da fare sul fronte Internet: la penetrazione dell’uso del web raggiunge solamente poco piu’ 52,6%. Meglio gli uomini (naviga il 66,6% dei maschi) delle donne (40%), il Nord Italia (53,6%) rispetto al Centro (52,9%) e al Sud (51,2%). E’ quanto emerge dall’indagine sulla conoscenza e sull’utilizzo della rete, condotta dalla societa’ Pragma per conto dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr (Iit-Cnr), su un campione di 1.200 persone di eta’ compresa tra i 16 e i 64 anni.
Mia riflessione: come mai fatica a decollare internet? beh perchè i politici (tutti) hanno comodità a diffondere le informazioni solo attraverso le loro TV!!!!
La frequenza d’uso e’ invece sostanzialmente elevata: il 74,4% degli intervistati dichiara di fare un utilizzo elevato, se non quotidiano (53,1%), del web. Entrambi i valori crescono al Centro Italia, in proporzione al titolo di studio, tra gli uomini e nelle fasce d’eta’ piu’ giovani. Come per le aziende, anche tra la popolazione l’attivita’ piu’ frequente e’ ricercare informazioni (45,1%), seguita dalla posta elettronica (37,5%9, dal lavoro (36,3) e dallo svago (27%). Il 23,6 per cento del campione usa la rete anche per comunicare e socializzare, mentre lo studio si ferma al 12,6%.
Male sul fronte della posta elettronica personalizzata: la possiede appena l’1,4% degli intervistati; il 15,1% non ha alcun indirizzo email (la percentuale cresce in funzione dell’eta’ e della minor scolarizzazione). Tra coloro che hanno un indirizzo email generico (83,4%), solo il 17% mostra interesse ad attivarne uno personalizzato: perche’ non lo ritiene importante (39,2% dei casi) o perche’ non vi ha mai pensato (33,6%).
Tra le targhe Internet trionfa ancora una volta .it: suffisso conosciuto a tutti (99,4%) e simbolo automatico dell’Italia. Ben noto anche .com (95,5%, ma di primo acchito gli intervistati fanno riferimento a .it) cui, come gia’ per le aziende, e’ associata una marcata vocazione commerciale.
Rispetto alle imprese, la diffusione dei domini tra la popolazione e’ assai piu’ modesta: dispone di un proprio nome il 29,9% del campione (l’8,2% ne ha piu’ d’uno); poco piu’ della meta’ (53,6%) ne fa un uso personale. Chi ce l’ha, ha quasi sempre scelto .it (85%): lo possiede in media da cinque anni e si e’ orientato sul suffisso nazionale principalmente per la sua notorieta’ e sulla base dei consigli ricevuti da altri. Chi non ce l’ha, e’ anche poco propenso a dotarsene (intenzione manifestata dal 12,5% degli intervistati che non hanno domini propri): convinto di non averne bisogno.In ogni caso, se mai dovesse scegliere, optera’ principalmente per un .it (53,8%) o al massimo per un .com (19,4%).

Sulla valutazione del Registro .it, pesa ancor una volta la mancata conoscenza della struttura (nota solo al 2% del campione; su sollecito, la percentuale sale al 14,1%). Ma la reazione al legame fra Cnr e Registro e’ positiva (67,4%) o, al massimo, neutra (non si sente di rispondere il 28,9% degli intervistati).
La ricerca analizza poi la diffusione di internet tra gli opinion leader: politici, giornalisti, funzionari della Pa, economisti e rappresentanti del mondo accademico attraverso un campione di 150 casi. La penetrazione del web tra i cosiddetti opinion leader e’ totale, cosi’ come – salvo rarissime eccezioni – quotidiano e’ l’utilizzo della rete. Ci si connette a Internet sostanzialmente per trovare informazioni e aggiornamenti (91%), anche se assai significativa e’ anche la necessita’ di scambiare dati (lo fa il 62,7%) e usare la posta elettronica (45,3%).
L’uso del web come mezzo di comunicazione e’ particolarmente diffuso tra i politici e gli accademici. Nella scelta di un’estensione Internet, si privilegia la notorieta’ e la funzionalita’ del suffisso: .it e’ la targa piu’ conosciuta (ricordata spontaneamente dall’88% del campione, raggiunge il 97% a livello di conoscenza totale): il 95% degli intervistati sa che e’ gestita da un ente italiano, il 44% lo inquadra anche come pubblico. Il ricordo spontaneo di .com e’ molto basso (11%), ma la conoscenza totale elevata (84%): prevale, anche in questo caso, l’associazione all’ambito del commercio. Tra gli opinion leader e’ maggiormente diffusa anche la conoscenza di .org (43%) e .net (21%), mentre .eu supera di poco il 10%.
Un terzo degli opinion leader intervistati ha un proprio dominio Internet: percentuale che sale al 70% tra i politici e scivola al 14% tra i funzionari della pubblica amministrazione e il mondo della cultura. Uno su dieci (ma e’ il 94% di coloro che possiedono un domino) ha scelto .it, piu’ del doppio dei titolari di un dominio .com. Il nome .it e’ stato registrato mediamente da sette anni e il titolare ne e’ molto soddisfatto: assegna il voto 8, contro il 6,7 che i titolari di un .com attribuiscono al loro dominio. In termini d’uso, il dominio e’ utilizzato sia per scopi professionali (92%) che personali (32%). Solo il 10% di chi non ha un proprio nome Internet e’ propenso a registrarne uno; ma i possibilisti individuano in .it l’eventuale obiettivo per la buona valutazione che essi attribuiscono alla targa tricolore, supportata da un ente ”italiano” e ”conosciuto”. Infine, sul legame .it-Registro-Cnr, la relazione e’ ancora una volta poco nota: se rivelata, dimostra di apprezzarla il 78% degli intervistati.
F1, doppietta Red Bull ad Abu Dhabi.
nov/090
Abu Dhabi, 1 nov. (Adnkronos) – Sebastian Vettel ha vinto il Gp di Abu Dhabi, ultimo appuntamento del Mondiale 2009 di Formula 1. Il pilota tedesco della Red Bull, al quarto successo stagionale e al quinto della carriera, ha preceduto il suo compagno di squadra, l’australiano Mark Webber. L’inglese Jenson Button, nuovo campione del mondo, al volante della Brawn GP ha chiuso al terzo posto.
A punti anche il brasiliano Rubens Barrichello (Brawn GP), il tedesco Nick Heidfeld (Bmw), il giapponese Kamui Kobayashi (Toyota), l’italiano Jarno Trulli (Toyota) e lo svizzero Sebastien Buemi (Toro Rosso). Giornata negativa per la Ferrari: il finlandese Kimi Raikkonen chiude al dodicesimo posto, Giancarlo Fisichella al sedicesimo.
Button chiude l’annata dominando la classifica piloti con 95 punti. Vettel è secondo a quota 84, Barrichello è terzo a 77. La Brawn GP, da due settimane campione costruttori, termina la stagione con 172 punti. La Red Bull è seconda con 153,5. La McLaren-Mercedes con 71 punti è terza davanti alla Ferrara, quarta a quota 70.
La doppietta della Red Bull nel Gp di Abu Dhabi fa calare il sipario sul Mondiale 2009 di Formula 1 che incorona l’accoppiata Jenson Button-Brawn GP e finisce l’agonia della Ferrari.

Il finlandese Kimi Raikkonen dà l’addio al Cavallino con un dodicesimo posto. Lo ‘zero’, ovviamente, non serve a conquistare la terza piazza nel campionato costruttori: anche l’ultimo obiettivo sfugge al team di Maranello, relegato ad un ruolo da comprimario nell’episodio finale episodio di un’annata cominciata male e terminata nello stesso modo.
Finisce senza sorrisi anche il 2009 di Lewis Hamilton, che avrebbe voluto onorare fino in fondo il numero 1 esibito quest’anno sul muso della sua McLaren-Mercedes. L’inglese, partito dalla pole position, in effetti dà l’impressione di poter inaugurare l’albo d’oro di Abu Dhabi con il proprio nome. Dopo il semaforo verde, che scatta in condizioni di luce naturale, bastano pochi giri per capire che la vittoria è riservata a 3 piloti. Negli specchietti di Hamilton resistono solo le sagome delle Red Bull di Vettel e Webber. Tutti gli altri, a cominciare Button, devono adattarsi alle posizioni di rincalzo in una lunga processione.
Per vedere un sorpasso, bisogna prestare attenzione a ciò che accade in coda al gruppo dove nessuno pensa ai punti. Un brivido, si fa per dire, anima l’undicesimo giro: Hamilton supera indenne un’escursione nelle vie di fuga e consente a Vettel di ridurre il gap a circa un secondo. Il tedesco, in realtà, non ha mai la chance di tentare l’attacco: il Kers garantisce alla McLaren l’accelerazione supplementare per allungare nei tratti più favorevoli del tracciato. Il copione cambia radicalmente dopo il primo pit stop: Vettel balza al comando e Hamilton alza bandiera bianca. Il pilota di Stevenage deve ritirarsi per problemi ai freni: l’annata da campione del mondo si chiude mestamente.
Il k.o. di Hamilton fa calare virtualmente il sipario sulla gara, visto che Vettel può gestire un ampio margine su Webber. La doppietta della Red Bull vacilla solo nel finale, quando Button arriva ad un secondo dalla piazza d’onore. Il campione del mondo, però, alla fine si accontenta del gradino più basso del podio per archiviare la stagione trionfale
Nuovi rialzi per benzina e diesel!
ott/090
Roma, 30 ott. (Adnkronos) – Dopo che ieri Shell ha superato quota 1,33 euro/litro sulla verde, oggi Agip mette di nuovo mano ai listini e, stando alla consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, aumenta il prezzo della benzina di 5 millesimi, portandolo a 1,328 euro/litro. Si tratta del sesto aumento nel mese di ottobre, per un rialzo cumulato di 7,9 centesimi.
Ritocchi all’insù anche per Esso (+3 millesimi sulla benzina a 1,323 euro/lt e +5 millesimi sul gasolio a 1,169 euro/lt) e Q8 (+2 millesimi sulla verde a 1,326 euro/lt e +1 millesimi sul gasolio a 1,169 euro/lt).
I prezzi dei prodotti raffinati nel Mediterraneo sono ancora in crescita, sia per i dati positivi sull’economia Usa sia per le fermate delle raffinerie europee che rendono ”corto” il mercato. A drenare benzina dal mercato europeo anche gli arbitraggi verso gli Usa: vendere oltreoceano conviene piuttosto che piazzare il prodotto in Europa. Per il gasolio, a tirare è soprattutto la domanda in Spagna, Francia e Germania.
“Il periodo di osservazione non è ancora abbastanza lungo da poter trarre conclusioni definitive. Ma non si può non notare che negli ultimi tempi qualcosa è cambiato nelle dinamiche dei prezzi dei carburanti”, afferma il quotidianoenergia.it sottolineando che “storicamente è sempre stata Agip a dare il via agli aumenti (o ai ribassi) dei prezzi di benzina e diesel e le altre compagnie, prima o dopo, si sono sempre adeguate alle logiche del market leader”.
“Da qualche settimana – aggiunge – questa regola non vale più. O, per lo meno, sembra che il ruolo che è sempre stato appannaggio del cane a sei zampe sia oggi da ricondurre ad altri attori del mercato petrolifero italiano (segnatamente Shell) e che il market leader abbia assunto una posizione calmierante in una fase di prezzi crescenti”.

Le prime avvisaglie, secondo quotidianoenergia.it, “di questo trend si erano avute già nei giorni scorsi. La conferma giunge oggi”. Dal consueto monitoraggio di quotidianoenergia.it emerge, infatti, che “da questa mattina Agip ha aumentato di 0,5 centesimi il prezzo di riferimento della benzina, portandosi così a 1,327 euro/litro. Esso ha rialzato di 0,7 centesimi sia la verde che il diesel, salendo così rispettivamente a 1,323 e 1,168 euro/litro. Shell, infine, ha ritoccato all’insù di 0,5 centesimi il solo prezzo della benzina, volando oltre la soglia di 1,3 euro/litro e precisamente a 1,334 euro/litro. Livello che non si registrava dalla metà di agosto 2009″.
“Con gli aumenti di oggi (e considerando anche i rialzi registrati ieri dalle quotazioni internazionali) i margini delle compagnie – conclude – appaiono superiori rispetto alla media degli ultimi due anni di 0,4 centesimi se si guarda alla benzina e di circa 1 centesimo con riferimento al diesel”.




