Cohousing… contro il caos delle città
nov/090
Roma, 22 nov. – (Adnkronos) – Per contrastare gli effetti dispersivi della metropoli contemporanea, affollata e caotica, arriva il cohousing, il nuovo modo di abitare economico ed ecosostenibile. Si tratta di una coresidenza che recupera spazi e tempi fondandosi sul coinvolgimento diretto delle persone.
Questo nuovo sistema si basa sulla condivisione tra un gruppo di persone di spazi e servizi comuni, allo scopo di rendere la vita piu’ semplice, meno consumistica e piu’ rispettosa dell’ambiente. Sono veri e propri progetti residenziali, per lo piu’ costituiti da 20-40 unita’ abitative, realizzati da persone amiche, single e famiglie, che vogliono provare ad abitare insieme.
”E’ una filosofia abitativa dove si progettano gli spazi da condividere e la vita che prendera’ piede” spiega all’ADNKRONOS, Nadia Simionato, responsabile delle relazioni esterne dell’azienda di servizi Cohousing Ventures srl. In pratica, ognuno vive nel proprio alloggio privato, ma decide di condividere una serie di spazi, di risorse e di servizi, come ad esempio il carsharing, la palestra, il giardino e addirittura la stanza per gli ospiti.
Tutti progetti che, ovviamente, rispondono ai dettami della bioarchitettura e puntano all’utilizzo di materiali naturali e di energie rinnovabili. E non solo. La coresidenza, infatti, possiede anche un valore sociale, in quanto contrasta il fenomeno delle solitudini sociali, sempre piu’ diffuso in citta’, a seguito della crisi della famiglia e delle relazioni con il vicinato.

La forza del cohousing, quindi, ”e’ rappresentata da quelle persone che partono con un’idea di gruppo e con l’interesse di condividere qualcosa” e le motivazioni alla base di questa scelta di vita ”non risiedono nella religione o in qualche ideologia ma nella socialita’ e nella voglia di rendere la propria vita piu’ sostenibile riducendo i consumi” aggiunge la Simionato.
Questa vita di gruppo, pero’, ”prevede una progettazione guidata insieme a psicologi, sociologi e architetti: in tre-quattro mesi, si fissano 5-6 incontri dove le persone interessate si confrontano e stabiliscono come vogliono il proprio cohousing, contribuendo alla stesso tempo alla formazione del gruppo”.
Ma qual e’ il profilo della persona che sceglie di vivere in una coresidenza? Per la Simionato ”vivere in cohousing e’ un’impostazione mentale. Si tratta mediamente di persone con un profilo culturale elevato e le figure piu’ attive sono le donne”. Quanto all’eta’ ”ci sono giovani, fino ai 40 anni, neo-famiglie con figli piccoli e anziani. Si riscontra un gap solo nelle famiglie con figli adolescenti che hanno uno stile di vita gia’ consolidato”.
.. contro il caos delle città, arriva il nuovo modo di abitare ecosostenibile
Nato in Scandinavia negli anni Sessanta, il cohousing si e’ diffuso particolarmente in Danimarca, Svezia, Olanda, Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone con piu’ di mille insediamenti e, recentemente, sta prendendo piede anche in Italia. I primi progetti di questo tipo stanno sorgendo a Milano come l’Urban Villane di Bovisa e il ‘GreenHouse’ nel quartiere Lambrate che pongono forte attenzione alla sostenibilita’ e al risparmio energetico.

La comunita’ di Bovisa e’ gia’ all’opera. A luglio, sono state gia’ consegnate alcune case e attualmente sono 32 le famiglie gia’ trasferite. ”Entro dicembre si conta di consegnare anche quelle restanti” annuncia la responsabile delle relazioni esterne Cohousing Ventures. La particolarita’, invece, di ‘GreenHouse’ e’ una serra di produzione verticale ad alta tecnologia, un vero e proprio orto in citta’, capace di garantire almeno il 50% del fabbisogno di verdura fresca e piccoli frutti degli abitanti.
Le famiglie che abiteranno gli appartamenti di ‘GreenHouse’ (da 50 a 150 mq) avranno a disposizione anche altri 400 metri quadrati di spazi comuni (lavanderia, hobby room, area relax, area fitness, biblioteca, stanza della musica, living con cucina, area giochi per i bambini, appartamento per gli ospiti e solarium). Questo nuovo progetto sara’ pronto entro l’autunno del 2011 e sara’ realizzato in cooperativa da Cohousing Ventures che sosterra’ l’adesione della cooperativa al consorzio Ccl – Confcooperative, gestendo la progettazione partecipata e la formazione della comunita’ residenziale.
Come in tutti i progetti cooperativi, i costi delle abitazioni di Greenhouse saranno ridotti ai costi effettivi di acquisto dell’area, progettazione, costruzione, facilitazione sociale, accompagnamento e direzione lavori (3.330 euro al metro quadro, spazi comuni e serra verticale compresa). Il costo degli appartamenti, infatti, spiega la Simionato, ”a metro quadrato e’ inferiore al prezzo di mercato. Il valore aggiunto pero’ e’ rappresentato dagli spazi comuni che non pesano sul costo della casa”.
Attualmente, in Italia, i progetti di coresidenza riguardano solo la citta’ di Milano che ‘’sta dando molta rilevanza a questo fenomeno sociale” ma, presto ”partiranno delle collaborazioni con alcuni architetti per avviare progetti di questo tipo anche in altre zone del territorio nazionale”. L’obiettivo, conclude la Simionato, ”e’ di mettere in cantiere 10 nuovi progetti entro la fine del nuovo anno”.
Conto Energia: in arrivo incentivi più bassi per il fotovoltaico
nov/090
Una proposta presentata in questi giorni da Confindustria Anie/Gifi (Gruppo imprese fotovoltaiche italiane), prende atto della situazione e propone perciò di rivedere il sistema e ridurre le tariffe incentivanti rispetto alle attuali. Per il quinquennio 2011-2015 Confindustria vuole portare il limite di potenza incentivabile dagli attuali 1.200 MW ad almeno 7mila MW, nonché di riformulare la suddivisione per classi di potenza (da 3 a 5). Il taglio dell’incentivo, a seconda delle classi di potenza, sarebbe compreso tra il 5 e il 20%. Dal 2012 fino al 2015 le tariffe potrebbero poi subire una ulteriore riduzione annua pari al 5%, continuando comunque a garantire adeguati profitti agli investitori e alla filiera industriale. «L’Italia avrà sempre bisogno di un livello di incentivazione superiore a quello degli altri paesi – ha dichiarato Gert Gremes, presidente di Gifi, all’Italian Energy Summit – ma con questa proposta cerchiamo di essere realisti. Bisogna però avere presente che il fotovoltaico rappresenta un investimento per il Paese: a medio-lungo termine contribuirà a ridurre i costi dell’energia e la dipendenza dall’estero». Grazie al nuovo regime tariffario proposto, sostiene l’Anie/Gifi, entro il 2020 si garantirebbe inoltre l’installazione di 15.000 MW di impianti fotovoltaici e la creazione, lungo tutta la filiera, di almeno 90.000 posti di lavoro.

Sui sussidi è ancora più netta la posizione di Richard Paul Ingmar Wilheim, responsabile area sviluppo Italia di Enel Green Power: «L’industria ha il dovere di creare una vera concorrenzialità nelle energie rinnovabili, occorre cioè pensare di poter fare a meno degli incentivi nel più breve tempo possibile. Bisogna investire e sviluppare ricerca sulle nuove fonti: il fotovoltaico sarà in grado di raggiungere la grid parity entro tre-cinque anni. A quel punto si aprirà un grande potenziale di sviluppo per il solare nel settore residenziale. Considerando anche la particolare conformazione del territorio italiano, sono convinto infatti che la grande maggioranza del fotovoltaico sarà garantita in futuro da impianti di piccola taglia».
(Fonte ENERGIA24CLUB)
Ambiente: il 70% degli italiani e’ molto sensibile alle tematiche di eco-innovazione
nov/090
Milano, 18 nov. (Adnkronos) – Il 70% degli italiani e’ molto sensibile alle tematiche ambientali. E’ quanto emerso nel corso dell’incontro che si e’ tenuto ieri a Milano, nella sede di Assolombarda, in occasione del lancio dell’8° edizione del Sodalitas Social Award, il piu’ importante riconoscimento in Italia per la Responsabilita’ Sociale promosso da Fondazione Sodalitas, in collaborazione con Enel e con il contributo di Vodafone Italia.
Una delle novita’ piu’ significative di questa edizione e’ l’assegnazione del Premio Speciale per la migliore iniziativa di Eco-Innovazione, che verra’ assegnato alle imprese e alle organizzazioni territoriali che abbiano realizzato eco-innovazioni di qualsiasi natura, ad esempio nei settori della motorizzazione, delle energie alternative, dell’elettronica e delle sue applicazioni ai beni di consumo, alle telecomunicazioni, all’abbattimento delle emissioni di CO2 e alla riduzione del consumo dell’acqua.
Dall’analisi realizzata da Gfk Eurisko e presentata dal suo vicepresidente Paolo Anselmi, emerge che le imprese piu’ sensibili dal punto di vista ambientale possono contare su una disponibilita’ e un’attenzione da parte dei consumatori in sensibile crescita rispetto al passato. “L’innovazione sostenibile – afferma Anselmi – si presenta oggi come un’opportunita’ da non perdere”, poiche’ realizza “un vantaggio doppio, per le imprese che vedono migliorare i loro risultati economici e per la collettivita’, grazie all’impatto positivo sulla lotta al cambiamento climatico e alla difesa dell’ambiente”.

Andrea Poggio, vicepresidente di Legambiente, ha messo in risalto il grande valore che l’impegno delle imprese sui temi dell’eco-innovazione avra’ per la crescita del sistema economico del Paese, in termini di nuove tecnologie e nuovi processi produttivi, i quali creeranno le premesse per un aumento considerevole di nuovi posti di lavoro. “L’economia sostenibile – dice – sara’ uno degli artefici della ripresa economica del sistema Paese, aiutando le imprese a uscire prima e meglio dalla crisi”.
I progetti che hanno ricevuto riconoscimenti nelle precedenti edizioni del Premio, insieme a tutti gli altri candidati in questi anni, sono consultabili su Sodalitas Social Solution (www.sodalitas.socialsolution.it), il database online sulla Corporate Responsibility che raccoglie oltre 1100 progetti di CSR.
Le candidature per l’8° edizione possono essere presentate entro il 31 gennaio 2010 compilando la scheda d’iscrizione da oggi scaricabile – unitamente al bando – dal sitowww.sodalitas.it. La partecipazione al Premio e’ gratuita.
Milano: a Buccinasco la prima scuola in Italia a bassissimo consumo, è illuminata a led
nov/090
E’ a Buccinasco, in provincia di Milano, la prima scuola italiana completamente illuminata a led, sistema di illuminazione a basso consumo.
“La scuola e’ il luogo eccezionale in cui si introducono i ragazzi al senso della vita”. E’ questo il messaggio lanciato dal presidente della Regione Lombardia che, a Buccinasco ha inaugurato la nuova sede della Nova Terra, la prima scuola italiana completamente illuminata a led.
Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti anche il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, l’onorevole Valentina Aprea, il consigliere regionale Mario Sala, il presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dapei, sindaci e rappresentanti delle amministrazioni locali e l’attore Franco Nero.
“La questione educativa – ha spiegato Formigoni nel suo intervento – e’ centrale. Il mondo puo’ avere tutti i problemi possibili e immaginabili, attraversare fasi di crisi e momenti difficili, ma il bisogno di essere educati a capire il significato della vita, dei fatti che accadono rimane centrale. La sfida culturale e politica che oggi abbiamo di fronte e che voi ci indicate che e’ possibile affrontare e vincere e’ quindi quella di riportare al centro la persona, la sua liberta’ e responsabilita’”.
La cooperativa Nova Terra, si spiega dalla Regione Lombardia, “nasce nel 1979 dall’iniziativa di alcune famiglie di Buccinasco, desiderose di proseguire e verificare, anche nell’ambito scolastico, la loro esperienza cristiana e di poter costruire un soggetto educativo che rispondesse al bene comune. La successiva proposta di un’impresa di costruzioni di mettere a disposizione l’edificio che stava costruendo e che sarebbe dovuto servire ad altro e la collaborazione con la Fondazione Rosanna Salvi, costituita ad hoc e partner privilegiato della cooperativa, hanno consentito di realizzare questo modernissimo edificio scolastico”.
Si tratta di quattromila metri quadri di superficie dove trovano posto dieci aule elementari, sei per le scuole medie, quattro per quelle di interciclo, un’aula integrativa, una sala lettura-biblioteca, un refettorio, una palestra interamente in parquet e quattro laboratori tecnico-artistici. “Finito in tempo record, grazie anche all’aiuto dei genitori che, per diverse sere di fila, si sono ‘rimboccati le maniche’ per regalare ai propri figli un primo giorno di scuola memorabile, il plesso scolastico -si legge in una nota di Regione Lombardia- e’ davvero innovativo”.
Realizzato con materiali eco-compatibili e’ illuminato con tecnologia led, light emitting diode. La luce diffusa in maniera uniforme ha caratteristiche che la rendono all’avanguardia per quanto riguarda le politiche ambientali del futuro in conformita’ al protocollo di Kyoto. I led non emettono raggi ultravioletti e infrarossi e garantiscono un risparmio energetico del 50% rispetto a lampadine a basso consumo, dell’85% rispetto a quelle a incandescenza e hanno una durata nel tempo fino a 50 mila ore, contro le circa 2 mila di quelle tradizionali.

Formigoni ha spiegato che “Regione Lombardia vuole essere al fianco dei genitori che hanno cosi’ a cuore l’educazione dei propri figli. E proprio con questo obiettivo abbiamo studiato strumenti che potessero concretamente lasciare liberi i genitori di scegliere la scuola migliore”. Da qui l’introduzione del buono scuola prima e della dote, dopo. Misure che da anni contribuiscono, con un successo sempre crescente, a rendere meno gravose per i bilanci delle famiglie le rette scolastiche.
Provvedimenti ai quali si sono affiancati poi una legge sull’istruzione e la formazione professionale, che da’ pari dignita’ al canale della formazione professionale rispetto al canale classico dei licei e che equipara soggetti erogatori pubblici e privati. Un testo che rende organico l’intero sistema della formazione professionale, offrendo un quadro compiuto e unitario dei diversi percorsi educativi e formativi, come gia’ avviene per il sistema dell’istruzione.
Oggi, infatti, l’obbligo di istruzione puo’ essere assolto sia nelle scuole statali sia nei centri di formazione professionale accreditati, dando cosi’ una risposta concreta alla sempre piu’ pressante domanda di competenze che emerge nei settori produttivi. Attraverso la Dote, poi, Regione Lombardia ha arricchito e razionalizzato il sostegno alla persona favorendo la liberta’ di scelta dei cittadini nella scuola paritaria, sostenendo le famiglie meno abbienti, promuovendo le eccellenze.
“Oggi – ha concluso il presidente Formigoni facendo riferimento alla visita che ha effettuato fra le classi – ho trovato bambini sorprendenti, prontissimi a rispondere alle sollecitazioni degli adulti. Si vede che c’e’ dietro un lavoro educativo importante che nasce dal desiderio di educare in un certo modo i propri figli e di mettersi continuamente in gioco”.
Energia, Enel Catania con nuovo codice su rinnovabili
nov/090
(Teleborsa) – Roma, 13 nov – E’ giunto alla sua seconda edizione il Codice delle Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica, che nelle oltre milleseicento pagine, raccoglie 122 norme nazionali e comunitarie, 25 circolari e risoluzioni, 38 sentenze, 38 delibere dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, 312 leggi regionali. Cifre che danno pienamente l’idea della mole del quadro normativo di riferimento prodotto finora.
L’edizione 2010 del Codice è stato presentato oggi a Catania, in occasione della IV tappa di Incredibile Enel – il villaggio itinerante dell’energia – da Luigi Pelaggi, Capo Segreteria Tecnica del Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, e da Gianluca Comin, direttore Relazioni Esterne di Enel, alla presenza di esponenti politici impegnati sul fronte ambientale, di operatori del settore ed esponenti del mondo accademico e imprenditoriale.
“Si tratta – ha detto Comin presentando il volume – di uno strumento importante che testimonia l’impegno di Enel verso un modello di sviluppo sempre più sostenibile, praticato non solo con le proprie politiche ambientali, con l’utilizzo di nuove tecnologie e con investimenti molto importanti a sostegno delle fonti rinnovabili e di progetti di ricerca innovativi, ma anche agevolando l’attività di quei soggetti – istituzioni, operatori del settore, responsabili – che quotidianamente si confrontano con il mare magnum delle normative esistenti. Siamo infatti convinti che occorra uno sforzo comune per superare una volta per tutte le difficoltà che emergono nei diversi contesti, dovute soprattutto all’opinione pubblica, all’opposizione di comunità e istituzioni locali e a processi autorizzativi lunghi ed eccessivamente complessi. Solo una politica energetica coerente e lungimirante permetterà di restituire al nostro Paese quei ritmi di crescita elevati e la forte competitività che gli appartiene”.

“Il codice – ha sottolineato Pelaggi – consente a responsabili e operatori del settore di potersi confrontare efficacemente con un sistema più agile e flessibile del passato, in grado oggi di rimuovere gli ostacoli che spesso hanno frenato lo sviluppo di queste fonti e di dare un corretto impulso agli investimenti di cui il nostro Paese ha bisogno. Per questo il Ministero dell’Ambiente si appresta a varare alcuni provvedimenti medio tempore per sostenere la crescita del settore, quali le linee guida sulle fonti rinnovabili, il rifacimento degli impianti a biomasse, il rinnovo degli incentivi per il fotovoltaico e il nuovo Patto per l’Ambiente. Provvedimenti che vanno ad aggiungersi a quanto già fatto, ossia il decreto sugli incentivi alle fonti rinnovabili, il Patto per l’Ambiente del luglio 2009 e il Fondo di Kyoto.”
Fusione Fredda, Energia Pulita!
nov/090
Eccovi un interessante rapporto su di una realtà negata, purtroppo spesso e volentieri questi servizi non vengono nemmeno trasmessi, o trasmessi una sola volta in orari notturni, quando la maggior parte di noi sta facendo ben altro che guardare la TV. Lo schifo che sta dietro (o dovrei dire dentro?) al governo è imbarazzante. Potrebbe benissimo essere una bufala la fusione fredda, ma come mai, l’hanno fermata sul nascere? E come mai nessun comunicato stampa al riguardo?
In italia abbiamo tanta brava gente, ma questa brava gente permette alle poche mele marcie di governarci. Non perchè la brava gente sia stupida, ma perchè le mele marcie sanno come, quando, dove, e perchè farci arrivare solo certe informazioni. CHE SCHIFO! Senza troppe dilagazioni/dilungazioni vi rimando al video qua sotto.
Buona visione…
Energia: in Toscana crescita per le fonti rinnovabili
nov/090
(AGI) – Firenze, 3 nov. – “Anche la produzione di energia termica ed elettrica da biomasse mostra i primi, importanti, segnali di crescita facendo registrare in un anno e mezzo un aumento del 132%. Si stima infatti che entro l’anno prossimo la potenza degli impianti in esercizio passera’ da 75,6 a 175,6 megawatt. La filiera delle fonti energetiche rinnovabili si allarga e si incrementa in maniera decisa e confortante”.
Lo ha detto l’assessore toscano all’energia e all’ambiente, Anna Rita Bramerini, nel corso della conferenza stampa di presentazione di “Agrienergie 2009″ la rassegna giunta ormai alla terza edizione ed in programma ad Arezzo da venerdi’ 6 a domenica 8 novembre prossimi. “Ad oggi – ha aggiunto Bramerini – sul fronte delle energie rinnovabili registriamo in Toscana una serie di cifre positive che vanno dal +1,8% dell’idroelettrico, al +10% della geotermia, al +113% dell’eolico al +614% del fotovoltaico. Le biomasse, per le quali il Piano energetico regionale prevede piccole centrali e filiere corte, piu’ che raddoppiano la loro potenza, in una regione coperta da boschi e foreste per meta’ del proprio territorio e in cui e’ notevole la quantita’ di scarti da lavorazioni agricole.
Questo e’ particolamente importante ed indicativo di come si stiano riscoprendo le enormi potenzialita’ di questo sistema, antico ma modernissimo, di produrre calore ed elettricita’ sfruttando le risorse di cui disponiamo in loco.
E’ anche grazie ad iniziative come “Agrienergie” che contiamo di migliorare ulteriormente questa ottima performance, visto che il valore potenziale della produzione da biomasse e’ stimato in 800 milioni di euro l’anno e dalle circa 1.000 abitazioni scaldate oggi grazie a combustibili di origine agroforestale toscana, potremmo presto passare a 50.000″.
La tre giorni aretina si sviluppera’ non solo attraverso il normale canale espositivo, ma anche con un convegni, eventi, incontri. Nel pomeriggio di venerdi’ 6 sara’ il presidente della Regione, Claudio Martini, a partecipare all’iniziativa organizzata da Legambiente e dedicata alla definizione del significato di sostenibilita’ economica, sociale e ambientale della filiera agroenergetica.
Quanto consuma la tua casa? Efficienza energetica
ott/090
Quanto consumano le nostre case?
io ho fatto un piccolo calcolo, abito in una casa abbastanza grande, 450mq, e siamo in 4 persone.
consumo circa 4000kWh di energia l’anno, e circa 1200 m^3 di gas quindi in termini di kWh altri 11.400 kWh, per un totale di 15.400kWh/Anno (circa)
Ho installato due impianti fotovoltaici, uno da 2.1 e l’altro da 2.5 kWp che in quest’anno hanno prodotto in tutto 5.450kWh
Quindi ho un consumo di 9.950kWh/Anno ovvero 22kWh/m^3 all’anno… (non è proprio così perchè parte dell’energia prodotta dal fotovoltaico è andata in rete, ma sono in scambio sul posto per cui, teoricamente dovrei usufruirne quando la produzione sarà più bassa dei consumi, per esempio in inverno come ora)
Cavoli con il solo impianto fotovoltaico ho migliorato la classe di casa mia da classe B a classe A, direi che ora con un pò di solare termico migliorerò ulteriormente.
Basta poco per migliorare il mondo, e vado fiero di dare il mio contributo…
Ecco un bel video
Agricoltura: in Emilia Romagna al via i servizi on line verso la ‘burocrazia a km zero’
ott/090
SIIIII finalmente si parte con qualcosa di buono, beppe grillo lo ha sempre predicato, ed io ho sempre manifestato il mio consenso a riguardo… incollo l’articolo
Bologna – (Adnkronos) – Comincia oggi per gli agricoltori dell’Emilia Romagna un percorso verso la ‘burocrazia a chilometro zero’. Sono gia’ sei i servizi on line presenti sul nuovo portale www.ermesagricoltura.it, presentato questa mattina in un’azienda vitivinicola sui colli bolognesi dall’assessore regionale all’agricoltura, Tiberio Rabboni. Si potranno richiedere i contributi previsti dalle leggi europee e nazionali, presentare la domanda per il carburante a prezzo agevolato (sono gia’ 65 mila le aziende che lo richiedono), ottenere l’autorizzazione per lo spandimento dei liquami zootecnici (circa 3 mila soggetti interessati), modificare il proprio piano colturale biologico o semplicemente sceglierlo come tipo di coltivazione (lo praticano gia’ 3.843 alle aziende). Via web sara’ anche possibile presentare per le 1600 aziende florovivaistiche la dichiarazione della propria produzione.
Basta connettersi a internet e digitare www.ermesagricoltura.it. “C’e’ una nuova possibilita’ per i nostri agricoltori. Ora serve il coraggio – e’ l’appello dell’assessore Rabboni – di saperla cogliere con intraprendenza e senza titubanze”. Una scelta necessaria perche’ “oggi l’Italia soffre di burocrazia. Mediamente un agricoltore – ha spiegato Rabboni – spende due giorni a settimana per queste pratiche, rendendo la nostra produzione appesantita e meno competitiva sul mercato rispetto agli altri Paesi”.
La Regione Emilia Romagna percorrera’ due strade: offrire servizi on line e far dialogare telematicamente i diversi soggetti pubblici interessati. “L’idea e’ semplice e non particolarmente onerosa per le aziende” ha detto Rabboni, spiegando che si tratta di “mettere l’agricoltore in condizione di poter comunicare con la Pubblica Amministrazione da casa attraverso internet”.
E’ sufficiente una connessione a internet e una chiave di identificazione. Inizialmente il riconoscimento avverra’ tramite una username ed una password e tra qualche settimana con la smart card, l’identita’ elettronica di un agricoltore, “che sara’ rilasciata – fa sapere il direttore generale all’agricoltura della Regione Emilia Romagna, Valtiero Mazzotti – dagli uffici postali o dalla Camera di Commercio al costo di circa 30/40 euro”.
Internet diventa quindi la piattaforma principale e piu’ agevole per tutte le pratiche burocratiche che riguardano il mondo dell’agricoltura. Per questo la Regione ha previsto nuove risorse dal Piano di sviluppo rurale, 8 milioni di euro, per estendere la banda larga nelle aree marginali e soprattutto alle aziende agricole di montagna. Contributi che si sommano a quelli gia’ distribuiti nel 2009. “La Regione questo anno ha finanziato 53 mila agricoltori rispondendo a tutte le 72.800 domande arrivate – ha sottolineato Nicodemo Spatari, direttore di Agrea, l’Agenzia regionale erogazioni in agricoltura della nostra regione – per una somma totale di poco inferiore ai 482 milioni di euro”.
Nelle prossime settimane il nuovo portale permettera’ ulteriori servizi per l’agricoltore: on line si potranno inoltrare le domande per il risarcimento dei danni da calamita’ naturali, richiedere le autorizzazioni per gli espianti e i reimpianti dei vigneti, ricevere il certificato fitosanitario per il commercio estero o presentare on line le domande per i contributi per la ricerca e la sperimentazione.
Lancette indietro di 60 minuti, domenica prossima torna l’ora solare
ott/090
Roma, 22 ott. (Adnkronos) – Termina l’ora legale che lascia il posto all’ora solare, con l’obbligo di mettere le lancette dell’orologio indietro di un’ora, la notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Con il ritorno all’ora solare si recupera così quell’ora di sonno persa il 29 marzo scorso. Le lancette dovranno essere spostate all’indietro alle 3 di notte tra sabato e domenica, posizionandole quindi sulle ore 2. Per ritornare all’ora legale bisognerà invece attendere il 28 marzo 2010. L’ora solare ci accompagnerà per i cinque mesi invernali ed è l’orario di base usato da molti Paesi durante l’inverno e conosciuto anche con il nome di “ora civile convenzionale”.
In Italia il primo passaggio dall’ora solare a quella legale è avvenuto nel 1916, anno in cui per la prima volta nel nostro Paese si spostarono le lancette avanti di un’ora. Un cambio d’ora rimasto in uso fino al 1920 perché da quell’anno l’alternarsi fra l’ora legale e quella solare fu abolito e ripristinato diverse volte tra il 1940 e il 1948 a causa della Seconda guerra mondiale. Con una legge del 1965, dal 21 maggio 1966, invece, in pieno periodo di crisi energetica, il cambio tra ora solare e ora legale fu usato con continuità anche se con modalità diverse negli anni.
Dal 1966 al 1980 venne stabilito infatti che l’ora legale dovesse rimanere in vigore dalla fine di maggio alla fine di settembre, mentre dal 1981 al 1995 si stabilì invece di estenderla dall’ultima domenica di marzo all’ultima di settembre. Il regime definitivo di passaggio dall’ora solare all’ora legale è entrato quindi in vigore nel 1996 quando, a livello europeo, si stabilì di prolungare l’ora legale ulteriormente, passando dall’ultima domenica di marzo all’ultima di ottobre.
Ma l’Italia non è certo l’unico Paese europeo a dover segnare il passaggio dall’ora legale all’ora solare. Nell’Unione europea l’adozione dell’ora legale è infatti armonizzata dal 1996, nonostante le polemiche di alcuni stati membri. E in Svizzera l’ora legale, adottata per la prima volta nel 1981, attualmente è liberamente coordinata con le direttive dell’Unione europea. Ma lo spostamento all’indietro delle lancette dell’orologio non è scandito in modo uguale nei diversi Paesi del mondo, anzi in alcuni non avviene affatto, basti pensare al Giappone o ai paesi dell’area equatoriale.
In generale, i Paesi della fascia tropicale infatti non adottano l’ora legale perché la variazione delle ore di luce durante l’arco dell’anno è minima e non consente di avere ore di luce sufficienti la mattina tanto da giustificare uno spostamento di lancette in avanti di un’ora per aggiungere luce alla sera. Se si fa poi riferimento all’emisfero australe, il passaggiio all’ora solare dall’ora legale segue un calendario invertito rispetto all’Europa e al Nord America. L’ora legale in Australia è infatti in vigore da ottobre a fine marzo o inizio aprile, con possibili variazioni da stato a stato, mentre in Brasile si va da novembre a febbraio.

In Africa, inoltre, è scarsamente usata, così come in Asia, dove si usa nelle Repubbliche caucasiche dell’ex Unione Sovietica, ma non in molti stati in quanto i calendari non sono omogenei. Ma come è nata l’ora legale in sostituzione dell’ora solare? L’idea risale al 1784 quando l’inventore del parafulmine, Benjamin Franklin, pubblicò un’idea sul quotidiano francese ‘Journal de Paris’. Le riflessioni di Franklin si basavano sul principio di risparmiare energia ma non trovarono seguito. Si dovette quindi aspettare quasi un secolo quando, nel 1907, l’idea venne ripresa dal costruttore inglese William Willet. E questa volta trovò terreno fertile a causa delle crescenti esigenze economiche scaturite dalla Prima guerra mondiale.
Nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede così il via libera al British Summer Time che implicava lo spostamento delle lancette un’ora in avanti durante l’estate. Poi molti paesi imitarono la Gran Bretagna e sancirono il passaggio da ora solare a ora legale perché puntare, in tempo di guerra, al risparmio energetico era una ineludibile priorità. Proprio sul fronte del risparmio energetico con il passaggio dall’ora solare all’ora legale, dal 2004 al 2007, l’Italia ha risparmiato complessivamente oltre 2,5 miliardi di kilowattora, pari a 300 milioni di euro.
Secondo quanto calcolato da Terna, la società responsabile in Italia della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione, per il nostro Paese il risparmio di energia ottenuto per il solo 2007 è stato di 645,2 milioni di kilowattora. Ma quanto piace agli italiani questo spostamento di lancette dell’orologio?
Da sondaggio condotto dal Codacons risulta che gli italiani sono per il 50% a favore e per il 50% contrari all’ora legale. La stessa inchiesta ha tuttavia rilevato che la maggior parte degli intervistati è a favore dell’abolizione dell’ora solare. Questa soluzione comporterebbe l’utilizzo dell’ora legale tutto l’anno, che non permetterebbe un risparmio energetico durante l’inverno ma eliminerebbe il cambio dell’ora.




