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Per gli imprenditori 2009 anno terribile, e l’84% boccia le politiche del governo sulla lotta alla crisi

25
nov/09
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Roma, 24 nov. – (Adnkronos/Ign) – Perplessi, scettici, delusi da un 2009 che ha ridotto i loro affari e i loro margini di redditività, ma al tempo stesso convinti che ci siano spazi per la ripresa. E’ questa la fotografia dell’indagine effettuata tra settembre e ottobre presso oltre 50 mila aziende e 180 mila imprenditori da Business International in previsione della ventesima tavola rotonda con il governo italiano. La ricerca sonda gli addetti ai lavori, alla ricerca di risposte utili a fiutarne gli umori. E il quadro che emerge è quello di un tessuto che soffre, cercando di sopravvivere, in attesa di una ripresa degli ordinativi che comincia a profilarsi all’orizzonte (e questa è la buona notizia). Ma anche di efficaci politiche mirate, in grado di ridare ossigeno al sistema.
L’84% degli imprenditori boccia infatti il governo sul fronte della lotta alla crisi: le politiche finora adottate non sono sufficientemente efficaci per il 44% e per nulla efficaci per il 40%. Mentre meno del 15% ritiene che tali politiche siano state efficienti. Percentuali che registrano l’insoddisfazione degli imprenditori e che sono scritte nero su bianco nelle pagine dell’indagine dalla quale emerge che sono gli interventi su sistema finanziario e fiscalità gli elementi giudicati più deludenti dell’azione di governo.

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Del resto la quota di prodotto interno lordo destinata nel 2009 dall’Italia a manovre anti-cicliche è particolarmente bassa, nel confronto internazionale: dall’Italia solo lo 0,2% del Pil contro l’1,4 del Regno Unito; il 2 degli Stati Uniti, il 3,1 della Cina; lo 0,7 della Francia, l’1,6 della Germania. Da segnalare che l’indagine Business International mostra che la maggioranza delle imprese ritiene importante, se non molto importante, gli investimenti in IT per uscire dalla crisi. Ne è convinto, in particolare, il 66,3% degli intervistati. “Il nostro Paese -è la valutazione di Business International, la società di consulenza e formazione delle aziende- pur avendo un debito pubblico elevatissimo e che desta preoccupazione a livello comunitario, è caratterizzato da un tasso di risparmio privato tra i più alti nel mondo. Questa caratteristica ha dato fino adesso, come dire, respiro all’intera economia, costituendo un ammortizzatore naturale contro la crisi. Inoltre, il sistema creditizio italiano era tra i meno esposti internazionalmente”.

Ma gli imprenditori continuano a lamentare difficoltà anche sull’accesso al credito. La società infatti evidenzia come resti “da sciogliere il nodo tra mondo imprenditoriale e sistema bancario. Il primo preme per una maggiore flessibilità e facilità di accesso al credito, per riuscire ad investire, mentre il secondo si mostra decisamente più cauto e prudente nella concessione di finanziamenti per evitare eventuali esposizioni a rischi. La maggior parte delle imprese intervistate nel campione (il 67,5% ) dichiara infatti di aver avuto difficoltà nell’ottenere finanziamenti dagli istituti di credito”.

Alla domanda ‘Come giudica oggi le condizioni economiche della sua azienda rispetto allo stesso periodo dello scorso anno?’, gli imprenditori rispondono confermando, se non aggravando, i dati registrati da Istat e Banca d’Italia. Quasi il 60% degli intervistati denuncia una situazione peggiore rispetto a quella dell’anno precedente. Solo l’11% del campione può dire di aver registrato dei miglioramenti. Non positive anche le previsioni sull’andamento della forza lavoro. Dalle risposte del campione, il 2010 lascia intravedere un quadro negativo: solo il 18.7% degli intervistati si aspetta di aumentare il numero dei suoi occupati, mentre il 26.4% prevede di doverlo ridurre. Poco più della metà (54.9%) non vede margini di cambiamento.

Tuttavia, nonostante un passato recente negativo, gli imprenditori intervistati mostrano ottimismo per il futuro. Il 45% di questi dichiara, infatti, di avere obiettivi di fatturato superiori per il 2010. Sebbene quasi la metà del campione sembri scommettere sull’uscita dalla crisi, non si può dire che questa sia prossima. Quel 30% di imprenditori che dichiara di avere obiettivi di fatturato inferiori ammonisce sul fatto che non è ancora il momento di abbassare la guardia, né di azzardare la fine del periodo nero per la nostra economia.

Napolitano: Europa

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nov/09
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Napoli, 14 nov. (Adnkronos/Ign) – “O un’Europa più unita, più integrata, più consapevole delle proprie virtù e potenzialità, più risoluta ad avanzare anche non tutta insieme; o il declino”. E’ questo il bivio davanti al quale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano pone la Ue, convinto che “prospettare un’opzione così drammatica non è fuori luogo e può suscitare una nuova ondata di convinzioni e sentimenti europeistici e può far scendere in campo nuove energie”.
Il capo dello Stato traccia la sua visione per l’Unione Europea nella lectio magistralis pronunciata all’Università ‘Orientale’ di Napoli per il conferimento della laurea honoris causa in ‘Politiche e Istituzioni dell’Europa’.

Sul piano economico, il presidente della Repubblica esorta ora a “proseguire fino al pieno completamento del mercato interno, evitando battute d’arresto e passi indietro per effetto della recente crisi mondiale”. In tal senso, la prospettiva indicata è quella di una confluenza in una unione economica e monetaria “anche nella sua componente, rimasta debole e incerta, di governo comune su questioni essenziali sul piano delle politiche economiche e delle strategie di sviluppo”.

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Quindi il capo dello Stato indica “le nuove frontiere del processo di integrazione europeo”: “Crescita competitiva, coesione sociale e civile, salvaguardia del comune retaggio culturale, politica estera e di sicurezza comune”.

Oramai “il luogo delle decisioni fondamentali – osserva – si è spostato dal G8, nel quale il peso dell’Europa era indubbiamente rilevante, al G20. Il baricentro si è spostato lontano dall’Europa”. Al tempo stesso, “è maturata l’esigenza di un governo largamente condiviso nel processo di globalizzazione, per un più equo e diffuso accesso alle sue opportunità, per una crescita sostenibile, per la stabilizzazione e pacificazione in vaste regioni nelle quali oggi si concentrano tensioni e minacce, come quella del terrorismo di matrice fondamentalista islamica, da disinnescare nell’interesse generale”. Ecco allora l’esigenza, sottolineata da Napolitano, che “l’Europa parli con una voce sola in tutte le sedi istituzionali in cui ci si confronta e si decide da protagonisti della politica e dello sviluppo mondiale”. Di qui, l’esigenza ribadita della “necessità di dare corpo sul serio a una politica estera e di sicurezza della Ue” e di avviarsi con più decisione anche verso “una politica di difesa comune. Si tratta – spiega Napolitano – di responsabilità e di oneri che l’Europa non può lasciare sulle spalle degli Stati Uniti”.

A proposito di ”nuovi allargamenti dell’Unione europea”, Napolitano osserva che ”l’adesione della Turchia (dove Napolitano si recherà in visita di Stato dal 16 al 19 novembre prossimi, ndr) potrà rappresentare una tappa di grande importanza per l’affermazione e l’espansione del ruolo dell’Europa”.

Avverte ancora Napolitano: “L’Europa potenza e attore globale resterà solo un’espressione retorica e una semplice enunciazione velleitaria se la Ue rimarrà prigioniera delle nostalgiche e impotenti pretese degli Stati Nazionali, dei loro governi, delle loro classi dirigenti, delle loro forze politiche, nel tentativo di coltivare ciascuno sue antiche prerogative e irriducibili diversità, di conservare e di far pesare ostruzionismi e poteri di veto all’interno della Unione Europea”. Invece, “l’Europa non può, di fronte a decisioni fondamentali che l’attendono, rimanere sospesa al conseguimento dell’unanimità”.

Da qui, l’esortazione finale di Napolitano: “O la Ue farà un balzo in avanti sulla via dell’integrazione, affermandosi come soggetto unitario capace di leadership sull’arena mondiale, o diventerà spettatrice in un mondo guidato, se non da un improbabile G8 con Usa e Cina, da loro e da altre potenze in impetuosa crescita”.

Il presidente della Repubblica è giunto questa mattina all’ateneo. Ad accoglierlo nell’aula magna dell’Università partenopea, con il rettore Lida Viganoni e il preside della Facoltà di scienze politiche Amedeo di Maio, il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e il governatore della Regione Campania Antonio Bassolino. Il presidente Napolitano era arrivato a Napoli ieri pomeriggio, con il treno ‘Freccia Rossa’ per l’inaugurazione del tratto ad alta velocità Roma-Napoli.

Nel discorso di saluto al presidente della Repubblica, il rettore Viganoni ha espresso, a nome dell’ateneo, “l’ammirazione nei confronti di un capo dello Stato che è indiscutibilmente uno dei grandi uomini del nostro Paese e della città di Napoli, cui è rimasto sempre profondamente e intensamente legato”.

Berlusconi: “Italia sesto Paese più ricco al mondo. Il nostro Pil ha superato anche la Gran Bretagna”

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nov/09
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Roma, 6 nov. – (Adnkronos) – L’Italia ha ormai sorpassato la Gran Bretagna per Prodotto interno lordo e quindi è ormai la sesta nazione più ricca tra i paesi industrializzati dal mondo. Silvio Berlusconi, riferiscono alcuni presenti, interviene al Consiglio dei ministri questa mattina per fare alcune considerazioni sullo stato di salute dell’economia nazionale. Il presidente del Consiglio non ha dubbi: il nostro Paese fa sempre più progressi, visto che è anche il terzo contribuente della Ue e il sesto per le Nazioni unite.
Da qui un monito ai ministri: sarebbe anche il caso che questi risultati e le cose positive che stiamo facendo vengano fatti valere. Il presidente del Consiglio, riferiscono fonti ministeriali, avrebbe infatti chiesto ai colleghi di dare risalto a quanto di buono questo esecutivo sta realizzando e ha realizzato in sedici mesi.

ma siamo sicuri di quello che dice?

Crisi, Napolitano: ”No a facile ottimismo. Servono unità, coesione sociale e riforme”

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nov/09
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Roma, 5 nov. (Adnkronos/Ign) – No al facile ottimismo, sì a una pacata fiducia in prospettiva: valorizzando quei segnali di ripresa che si registrano grazie agli interventi delle istituzioni internazionali e dei singoli governi e all’azione delle imprese; ma senza nascondere le preoccupazioni per il calo dei consumi familiari e per le difficoltà nel mercato del lavoro.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sintetizza così la realtà economica italiana, nel momento di presumibile passaggio dalla fase di crisi a quella di sviluppo, intervenendo al Quirinale, alla presenza del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, in occasione della consegna delle insegne ai nuovi Cavalieri del Lavoro.

Per il capo dello Stato, “possiamo oggi non già esprimere facile ottimismo ma guardare pacatamente le prospettive più vicine e a quelle di più lungo termine. Se in questo momento – osserva Napolitano – possiamo registrare segnali incoraggianti di ripresa e di ritorno alla crescita del prodotto industriale, lo si deve senza dubbio all’insieme degli energici interventi d’emergenza e delle politiche di sostegno che il governo e le istituzioni internazionali hanno messo in atto, spingendo l’economia mondiale verso un netto risultato positivo previsto per l’anno 2010″.

Il Quirinale sottolinea al tempo stesso che “molto ha contato nel nostro Paese la reattività delle imprese, dalle più grandi alla miriade di imprese medie e piccole, fino a quelle di impronta familiare e individuale: si tratta davvero di un vasto mondo da cui sono venuti decisivi impulsi ed esempi di impegno a resistere, a non cedere, a non fermarsi, a rispondere con intelligenza, creatività e spirito competitivo alla stretta della crisi globale”.

Napolitano non nasconde la sua “preoccupazione, nell’immediato, per la riduzione dei consumi delle famiglie e per il peggioramento del mercato del lavoro”, rilevando anche “il tardare di una robusta ripresa degli investimenti”. Inoltre, “preoccupano, in prospettiva, i limiti persistenti nello sviluppo della ricerca, chiave decisiva per l’innovazione e per la crescita futura”.

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Napolitano, che fa suo ”il giudizio positivo ribadito innanzitutto dal Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, sulle prove che dinanzi alla crisi ha dato di sé il nostro sistema bancario”, ha esortato a “guardare tutti insieme al da farsi, nei suoi diversi aspetti, internazionali e nazionali. Guardiamo alle riforme di cui c’è bisogno e a cui si sta lavorando sul piano mondiale; e alle riforme e alle scelte da adottare finalmente in Italia, per risalire in tempi non troppo lunghi ai livelli di attività precedenti la caduta del 2008-2009 e per imprimere alla nostra economia e alla nostra società quel dinamismo che sono venute perdendo da oltre un decennio”.

Il presidente della Repubblica testimonia il suo “apprezzamento all’intero mondo delle imprese: è un mondo – spiega – al quale guardo con particolare attenzione e fiducia nello sforzo, che considero mio dovere istituzionale e a cui dedico ogni mia energia, di cogliere e valorizzare le risorse, le potenzialità e le volontà su cui l’Italia può contare e far leva, per vedere crescere la propria unità, la propria coesione sociale, il proprio ruolo in Europa e nel mondo”.

In tal senso, Napolitano assicura: “Continuerò a richiamare tenacemente il Paese e le forze che lo rappresentano alla necessità di una più serena e condivisa considerazione degli interessi in gioco per il nostro Paese in questa complessa e cruciale fase storica: liberiamoci – esorta – di quel di più, di quel di troppo, in termini di esasperazione dei contrasti e di contrapposizione dei punti di vista, che può compromettere il nostro domani”.

“Continuerò a richiamare tenacemente il Paese – dice Napolitano – e le forze che lo rappresentano alla necessità di una più serena e condivisa considerazione degli interessi in gioco per il nostro Paese in questa complessa e cruciale fase storica”.

Eurozona, previsioni d’autunno 2009-2011, economia UE in ripresa graduale

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nov/09
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(Teleborsa) – Roma, 3 nov – Secondo le previsioni d’autunno della Commissione, l’Unione europea uscirà dalla crisi nella seconda metà di quest’anno, sebbene il PIL dovrebbe subire un calo di circa il 4% nel complesso per il 2009. Lo si legge nelle previsioni d’autunno 2009-2011, redatte dalla commissione UE.
Si attende una ripresa graduale e le previsioni del PIL sono in crescita: di circa tre quarti di punto percentuale nel 2010 e un e mezzo circa nel 2011.

La ripresa delle attività a breve termine è dovuta ai miglioramenti del contesto esterno e delle condizioni finanziarie, nonché alle significative misure di politica monetaria e di bilancio messe in atto. In seguito, una serie di fattori potrebbe frenare la domanda del settore privato e di conseguenza limitare il vigore della ripresa. In particolare, le condizioni del mercato del lavoro rimangono difficili: il tasso di disoccupazione nell’Unione europea dovrebbe raggiungere il 10,25%. Anche il disavanzo pubblico dovrebbe aumentare, raggiungendo il 7,5% del PIL nel 2010, prima di diminuire leggermente nel 2011 quando l’economia si riprenderà e le misure temporanee saranno gradualmente abbandonate.

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L’economia dell’Unione europea sta uscendo dalla crisi, soprattutto grazie alle misure ambiziose adottate dai governi, dalle banche centrali e dal UE, che non solamente hanno scongiurato il crollo del sistema ma hanno anche dato avvio alla ripresa. Ciononostante restano molte sfide da affrontare: per mantenere lo slancio e assicurare la sostenibilità della ripresa, è essenziale dare piena attuazione a tutte le misure annunciate e completare il risanamento del sistema bancario. Inoltre occorre cominciare a lavorare di più in un’ottica di medio termine valutando il modo migliore per ovviare agli effetti negativi che la crisi ha provocato sui mercati del lavoro, le finanze pubbliche e la crescita potenziale” ha affermato Joaquín Almunia, Commissario per gli Affari economici e monetari.

Dopo aver attraversato la crisi più profonda, più lunga e più diffusa della sua storia, l’economia dell’Unione europea è giunta a una svolta. Gli ultimi mesi hanno registrato un netto miglioramento della situazione economica e delle condizioni finanziarie, dovuto in gran parte all’adozione di misure di politica monetaria e di bilancio senza precedenti. Molti indicatori finanziari sono tornati ai livelli precedenti alla crisi e la fiducia è in aumento. Le prospettive relative alla crescita e agli scambi a livello mondiale sono migliorate, specialmente nelle economie dei paesi emergenti. Alla luce di questi andamenti, e tenendo conto di un adeguamento favorevole delle scorte, la crescita del PIL nell’Unione europea e nell’area dell’euro dovrebbe tornare positiva nella seconda metà di quest’anno.

Il miglioramento delle prospettive a breve termine nell’Unione europea e all’estero deriva in parte da fattori temporanei: mano a mano che il loro effetto svanirà nel corso del 2010, è probabile che l’attività a livello mondiale subisca un rallentamento. Durante il periodo oggetto delle previsioni, la crescita delle esportazioni dell’Unione europea dovrebbe pertanto stabilizzarsi solo gradualmente.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro dell’Unione europea, nonostante abbia resistito alla crisi meglio del previsto (principalmente grazie a misure politiche a breve termine, riforme precedenti e mantenimento di eccedenze di manodopera in taluni Stati membri), nei prossimi trimestri è attesa una perdita di posti di lavoro. Secondo le previsioni, quest’anno l’occupazione diminuirà di quasi il 2,25%, e nel 2010 scenderà ancora di circa l’1.25%. L’occupazione dovrebbe stabilizzarsi progressivamente verso la fine del 2010 e nel 2011, una volta che la ripresa sarà consolidata.

Anche le finanze pubbliche sono state colpite duramente. Si stima che quest’anno il disavanzo pubblico triplicherà nell’Unione europea (raggiungendo quasi il 7% del PIL rispetto al 2,25% del 2008) e nel 2010 continuerà a salire fino a raggiungere il 7,5% circa.

L’inflazione nell’Unione europea e nell’area dell’euro dovrebbe registrare un lieve aumento dal livello molto basso attuale, pur rimanendo moderata durante il periodo di riferimento delle previsioni. In media, l’inflazione IAPC dovrebbe essere leggermente superiore all’1% nel 2010 e stabilirsi intorno all’1½% nel 2011 in entrambe le aree. Mentre i prezzi crescenti delle materie prime eserciteranno probabilmente una pressione al rialzo sull’inflazione, il sostanziale rallentamento dell’economia e la crescita debole dei salari dovrebbero invece avere un effetto di contenimento.

L’economia dell’Unione europea sta superando la crisi ma le prospettive rimangono altamente incerte e soggette a rischi non trascurabili ma che nel complesso sembrano compensarsi. Se le misure politiche si dimostrassero più efficaci del previsto nel risanare il settore finanziario e migliorare la fiducia, o se la domanda mondiale aumentasse ben oltre le stime, la ripresa potrebbe essere sorprendentemente più vigorosa. D’altro lato, le difficoltà del mercato del lavoro e gli ostacoli agli investimenti potrebbero avere conseguenze più pesanti del previsto. Inoltre, se non risanerà i suoi bilanci, il settore bancario potrebbe non essere in grado di fornire sostegno sufficiente alla ripresa. Anche i rischi che gravano sulle prospettive d’inflazione sembrano nel complesso compensarsi.

Berlusconi: ”La crisi è alle spalle”.

29
ott/09
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Ma dove? con tutta la disoccupazione che seguirà nel 2010? la crisi potrà essere alle spalle a livello di borse, ma siamo ancora dentro fino al collo noi comuni mortali…
Ad ogni modo riporto l’articolo di adnkronos

Roma, 29 ott. (Adnkronos/Ign) – “Il peggio della crisi finanziaria sembra sia alle nostre spalle e sia iniziata, sia pure lentamente, la ripresa”. Inizia con queste parole il messaggio inviato dal premier Silvio Berlusconi al presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, in occasione della Ottantacinquesima Giornata mondiale del risparmio.
Il premier elogia poi le banche per “il comportamento tenuto dal sistema bancario italiano che ha affrontato la crisi in condizioni migliori rispetto a quelle di altri paesi” e sottolinea che “la rete di protezione predisposta tempestivamente dal governo abbia rafforzato l’immunità delle banche italiane nei confronti della crisi”. Per Berlusconi “è augurabile che le banche dimostrino un sempre maggiore radicamento verso le esigenze del territorio nella valutazione del merito di credito”.

Nella distinzione dei ruoli, aggiunge, “il Governo seguirà attentamente il sistema, adottando tutti i provvedimenti che si renderanno necessari a favorire l’uscita dalla crisi e il rilancio dell’economia reale”. Il Premier dedica attenzione anche ai risultati dell’indagine Acri-Ipsos presentata ieri. Risultati che “sono merito delle decisioni prese a livello globale, ma anche del fatto che tutti i soggetti istituzionali, economici e sociali hanno svolto positivamente nel nostro Paese la loro parte”.

Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto pervenire al presidente dell’Acri un messaggio nel quale sostiene che “in un momento nel quale il paese è chiamato a un impegno straordinario per il superamento degli effetti della crisi globale e per il contenimento delle difficolta’ e tensioni che si vanno producendo sul piano sociale”, occorre “definire le nuove regole e le necessarie misure di riforma e rafforzamento delle istituzioni internazionali”. In questo contesto, “assumono grande importanza le iniziative riguardanti le vigilanza europea, per migliorare attraverso un più elevato livello di protezione degli investitori, la fiducia nei mercati e la stabilità del sistema”.

Nel quadro della “creazione di condizioni favorevoli alla crescita nei diversi contesti locali, un ruolo decisivo puo’ essere svolto da un sistema creditizio che riesca a mantenere un forte radicamento territoriale senza rinunciare alle opportunità offerte dall’inserimento in mercati finanziari aperti alla concorrenza e ben regolati”.

Obama al david letterman show parlava dei veri problemi della crisi, e di come affrontarla, berlusconi invece la sottovaluta sempre per fare disinformazione, ma vi sembra giusto?

Guardare oltre la crisi, rischi e opportunità per l’Italia

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ott/09
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Roma, 27 ott. (Adnkronos) – Si terrà a Roma, il 24 e 25 novembre la “XX Tavola Rotonda con il Governo Italiano” di Business International, l’appuntamento che riunisce i grandi nomi del management, dell’economia e della politica e che vede la partecipazione di una platea selezionata di oltre 400 Presidenti e Amministratori Delegati. Dal 1988 la Tavola Rotonda è l’evento annuale che riunisce ogni anno il Governo, l’Opposizione, le Parti sociali e la Business Community attorno ai principali temi legati allo sviluppo economico del Paese.
In una fase di ripresa dell’economia mondiale, che si prospetta lenta e complessa, per le aziende italiane il confronto con i rappresentanti del Governo nazionale, del Parlamento europeo e di Istituti internazionali diventa una opportunità unica per discutere concretamente su exit strategies, rischi e opportunità dopo la recessione.

Interverranno, tra gli altri, Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Andrea Ronchi, Ministro per le Politiche Europee, Adolfo Urso, Viceministro per lo Sviluppo Economico, Angelino Alfano, Ministro della Giustizia, Sandro Bondi, Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Luigi Casero, Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Antonio Catricalà, Presidente Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Corrado Calabrò, Presidente, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Mario Valducci, Presidente Commissione Trasporti e Telecomunicazioni, Paolo Zegna, Vice Presidente, Confindustria, Enrico Giovannini, Presidente Istat e Professore di Statistica Economica, Università di Roma “Tor Vergata”. I temi trattati saranno:

• Politiche economiche e strategie d’impresa per uscire dalla crisi
• Lo sviluppo del mercato del lavoro e le politiche di welfare
• La modernizzazione della Pubblica Amministrazione
• Nuove opportunità di sviluppo per le imprese
• L’economia tra Stato e mercato
• Lo sviluppo delle infrastrutture materiali ed immateriali per la competitività del Sistema Italia

Borsa, l’Europa apre in rialzo

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ott/09
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Milano, 26 ott. – (Ign) – Le borse europee aprono in rialzo sulla scia della chiusura positiva delle piazze asiatiche. A Londra l’Ftse100 avanza dello 0,12% a 5.248,82 punti, il Dax di Francoforte sale dello 0,41% a 5.764,03 punti, il Cac40 di Parigi cresce dello 0,34% a 3.821,38 punti. A Milano l’Ftse Mib segna un +0,53%, a 23.544 punti. Bene Lottomatica, in calo Impregilo.

Io ci capisco poco, però mi sembra che i numeri non siano cambiati molto da qualche tempo a questa parte… l’unica cosa che posso notare è che il cambio €/$ è stato per una settimana a 1.5 ed ora sta scendendo ancora

Berlusconi: “Pronti a ridurre tasse, inizieremo dal taglio dell’Irap”

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ott/09
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Roma, 22 ott. (Adnkronos) – “Abbiamo ora allo studio altri interventi per ridurre la pressione fiscale, aumentare i consumi e agevolare gli investimenti”. E’ l’annuncio contenuto nel messaggio rivolto dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi agli artigiani della Cna nel primo giorno della loro assemblea annuale. Messaggio che è stato letto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta che, questa mattina ha aperto i lavori della tre giorni della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa.
Tra le misure che il governo ha intenzione di mettere in campo vi sono: “Il taglio graduale dell’Irap, fino alla sua soppressione, anche mediante l’elevazione della franchigia in favore delle aziende più piccole; l’estesione della Tremonti-ter e un sostegno stabile alle piccole imprese che investono nella innovazione e nella ricerca”.
“Il dialogo con voi su questi temi -ha evidenziato il premier nel messaggio – sarà come sempre diretto e costante perchè la nostra intesa sarà sempre importante per uscire definitvamente dall’emergenza”.

berlusconi

Agosto nero per l’industria italiana, a picco fatturato e ordinativi rispetto al 2008

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ott/09
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Roma, 20 ott. – (Adnkronos) – Ad agosto l’indice del fatturato dell’industria ha registrato un calo dell1,4% rispetto al mese di luglio e del 21,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Lo rende noto l’Istat in un comunicato.
Il fatturato, a livello congiunturale, e’ diminuito dell’1,1% sul mercato interno e del 2% su quello estero. Nel confronto degli ultimi tre mesi (giugno-agosto) con i tre mesi immediatamente precedenti (marzo-maggio) la variazione congiunturale e’ stata pari a -2,3% per il fatturato.

Gli indici destagionalizzati del fatturato per raggruppamenti principali di industrie hanno segnato una variazione congiunturale positiva per l’energia (+4,4%) e variazioni negative per i beni intermedi (-2,6%), per i beni di consumo (-2,3%, con -6,6% per quelli durevoli e -1,6% per quelli non durevoli) e per i beni strumentali (-0,3%).

L’indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario in agosto e’ calato in termini tendenziali del 29,9% per l’energia, del 26,2% per i beni intermedi, del 23,6% per i beni strumentali e del 10% per i beni di consumo (-24,4% per quelli durevoli e -8,4% per quelli non durevoli).

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In agosto, nel confronto con lo stesso mese del 2008, l’indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario, ha segnato le contrazioni piu’ ampie nei settori della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-36,1%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-30%) e della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-29,7%); le diminuzioni piu’ contenute hanno riguardato la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-2,6%) e le industrie alimentari, bevande e tabacco (-5,5%).

Crollo verticale anche per gli ordinativi dell’industria, che ad agosto hanno registrato un calo dell’8,6% rispetto al mese di luglio e del 27,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. A livello congiunturale gli ordinativi nazionali hanno registrato una flessione del 6,1% e quelli esteri del 12,8%. Nel confronto degli ultimi tre mesi (giugno-agosto) con i tre mesi immediatamente precedenti (marzo-maggio) la variazione congiunturale degli ordinativi e’ pari a -0,8%