Napolitano: Europa
nov/090
Napoli, 14 nov. (Adnkronos/Ign) – “O un’Europa più unita, più integrata, più consapevole delle proprie virtù e potenzialità, più risoluta ad avanzare anche non tutta insieme; o il declino”. E’ questo il bivio davanti al quale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano pone la Ue, convinto che “prospettare un’opzione così drammatica non è fuori luogo e può suscitare una nuova ondata di convinzioni e sentimenti europeistici e può far scendere in campo nuove energie”.
Il capo dello Stato traccia la sua visione per l’Unione Europea nella lectio magistralis pronunciata all’Università ‘Orientale’ di Napoli per il conferimento della laurea honoris causa in ‘Politiche e Istituzioni dell’Europa’.
Sul piano economico, il presidente della Repubblica esorta ora a “proseguire fino al pieno completamento del mercato interno, evitando battute d’arresto e passi indietro per effetto della recente crisi mondiale”. In tal senso, la prospettiva indicata è quella di una confluenza in una unione economica e monetaria “anche nella sua componente, rimasta debole e incerta, di governo comune su questioni essenziali sul piano delle politiche economiche e delle strategie di sviluppo”.

Quindi il capo dello Stato indica “le nuove frontiere del processo di integrazione europeo”: “Crescita competitiva, coesione sociale e civile, salvaguardia del comune retaggio culturale, politica estera e di sicurezza comune”.
Oramai “il luogo delle decisioni fondamentali – osserva – si è spostato dal G8, nel quale il peso dell’Europa era indubbiamente rilevante, al G20. Il baricentro si è spostato lontano dall’Europa”. Al tempo stesso, “è maturata l’esigenza di un governo largamente condiviso nel processo di globalizzazione, per un più equo e diffuso accesso alle sue opportunità, per una crescita sostenibile, per la stabilizzazione e pacificazione in vaste regioni nelle quali oggi si concentrano tensioni e minacce, come quella del terrorismo di matrice fondamentalista islamica, da disinnescare nell’interesse generale”. Ecco allora l’esigenza, sottolineata da Napolitano, che “l’Europa parli con una voce sola in tutte le sedi istituzionali in cui ci si confronta e si decide da protagonisti della politica e dello sviluppo mondiale”. Di qui, l’esigenza ribadita della “necessità di dare corpo sul serio a una politica estera e di sicurezza della Ue” e di avviarsi con più decisione anche verso “una politica di difesa comune. Si tratta – spiega Napolitano – di responsabilità e di oneri che l’Europa non può lasciare sulle spalle degli Stati Uniti”.
A proposito di ”nuovi allargamenti dell’Unione europea”, Napolitano osserva che ”l’adesione della Turchia (dove Napolitano si recherà in visita di Stato dal 16 al 19 novembre prossimi, ndr) potrà rappresentare una tappa di grande importanza per l’affermazione e l’espansione del ruolo dell’Europa”.
Avverte ancora Napolitano: “L’Europa potenza e attore globale resterà solo un’espressione retorica e una semplice enunciazione velleitaria se la Ue rimarrà prigioniera delle nostalgiche e impotenti pretese degli Stati Nazionali, dei loro governi, delle loro classi dirigenti, delle loro forze politiche, nel tentativo di coltivare ciascuno sue antiche prerogative e irriducibili diversità, di conservare e di far pesare ostruzionismi e poteri di veto all’interno della Unione Europea”. Invece, “l’Europa non può, di fronte a decisioni fondamentali che l’attendono, rimanere sospesa al conseguimento dell’unanimità”.
Da qui, l’esortazione finale di Napolitano: “O la Ue farà un balzo in avanti sulla via dell’integrazione, affermandosi come soggetto unitario capace di leadership sull’arena mondiale, o diventerà spettatrice in un mondo guidato, se non da un improbabile G8 con Usa e Cina, da loro e da altre potenze in impetuosa crescita”.
Il presidente della Repubblica è giunto questa mattina all’ateneo. Ad accoglierlo nell’aula magna dell’Università partenopea, con il rettore Lida Viganoni e il preside della Facoltà di scienze politiche Amedeo di Maio, il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e il governatore della Regione Campania Antonio Bassolino. Il presidente Napolitano era arrivato a Napoli ieri pomeriggio, con il treno ‘Freccia Rossa’ per l’inaugurazione del tratto ad alta velocità Roma-Napoli.
Nel discorso di saluto al presidente della Repubblica, il rettore Viganoni ha espresso, a nome dell’ateneo, “l’ammirazione nei confronti di un capo dello Stato che è indiscutibilmente uno dei grandi uomini del nostro Paese e della città di Napoli, cui è rimasto sempre profondamente e intensamente legato”.
Energia, Enel Catania con nuovo codice su rinnovabili
nov/090
(Teleborsa) – Roma, 13 nov – E’ giunto alla sua seconda edizione il Codice delle Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica, che nelle oltre milleseicento pagine, raccoglie 122 norme nazionali e comunitarie, 25 circolari e risoluzioni, 38 sentenze, 38 delibere dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, 312 leggi regionali. Cifre che danno pienamente l’idea della mole del quadro normativo di riferimento prodotto finora.
L’edizione 2010 del Codice è stato presentato oggi a Catania, in occasione della IV tappa di Incredibile Enel – il villaggio itinerante dell’energia – da Luigi Pelaggi, Capo Segreteria Tecnica del Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, e da Gianluca Comin, direttore Relazioni Esterne di Enel, alla presenza di esponenti politici impegnati sul fronte ambientale, di operatori del settore ed esponenti del mondo accademico e imprenditoriale.
“Si tratta – ha detto Comin presentando il volume – di uno strumento importante che testimonia l’impegno di Enel verso un modello di sviluppo sempre più sostenibile, praticato non solo con le proprie politiche ambientali, con l’utilizzo di nuove tecnologie e con investimenti molto importanti a sostegno delle fonti rinnovabili e di progetti di ricerca innovativi, ma anche agevolando l’attività di quei soggetti – istituzioni, operatori del settore, responsabili – che quotidianamente si confrontano con il mare magnum delle normative esistenti. Siamo infatti convinti che occorra uno sforzo comune per superare una volta per tutte le difficoltà che emergono nei diversi contesti, dovute soprattutto all’opinione pubblica, all’opposizione di comunità e istituzioni locali e a processi autorizzativi lunghi ed eccessivamente complessi. Solo una politica energetica coerente e lungimirante permetterà di restituire al nostro Paese quei ritmi di crescita elevati e la forte competitività che gli appartiene”.

“Il codice – ha sottolineato Pelaggi – consente a responsabili e operatori del settore di potersi confrontare efficacemente con un sistema più agile e flessibile del passato, in grado oggi di rimuovere gli ostacoli che spesso hanno frenato lo sviluppo di queste fonti e di dare un corretto impulso agli investimenti di cui il nostro Paese ha bisogno. Per questo il Ministero dell’Ambiente si appresta a varare alcuni provvedimenti medio tempore per sostenere la crescita del settore, quali le linee guida sulle fonti rinnovabili, il rifacimento degli impianti a biomasse, il rinnovo degli incentivi per il fotovoltaico e il nuovo Patto per l’Ambiente. Provvedimenti che vanno ad aggiungersi a quanto già fatto, ossia il decreto sugli incentivi alle fonti rinnovabili, il Patto per l’Ambiente del luglio 2009 e il Fondo di Kyoto.”
Fusione Fredda, Energia Pulita!
nov/090
Eccovi un interessante rapporto su di una realtà negata, purtroppo spesso e volentieri questi servizi non vengono nemmeno trasmessi, o trasmessi una sola volta in orari notturni, quando la maggior parte di noi sta facendo ben altro che guardare la TV. Lo schifo che sta dietro (o dovrei dire dentro?) al governo è imbarazzante. Potrebbe benissimo essere una bufala la fusione fredda, ma come mai, l’hanno fermata sul nascere? E come mai nessun comunicato stampa al riguardo?
In italia abbiamo tanta brava gente, ma questa brava gente permette alle poche mele marcie di governarci. Non perchè la brava gente sia stupida, ma perchè le mele marcie sanno come, quando, dove, e perchè farci arrivare solo certe informazioni. CHE SCHIFO! Senza troppe dilagazioni/dilungazioni vi rimando al video qua sotto.
Buona visione…
Energia: in Toscana crescita per le fonti rinnovabili
nov/090
(AGI) – Firenze, 3 nov. – “Anche la produzione di energia termica ed elettrica da biomasse mostra i primi, importanti, segnali di crescita facendo registrare in un anno e mezzo un aumento del 132%. Si stima infatti che entro l’anno prossimo la potenza degli impianti in esercizio passera’ da 75,6 a 175,6 megawatt. La filiera delle fonti energetiche rinnovabili si allarga e si incrementa in maniera decisa e confortante”.
Lo ha detto l’assessore toscano all’energia e all’ambiente, Anna Rita Bramerini, nel corso della conferenza stampa di presentazione di “Agrienergie 2009″ la rassegna giunta ormai alla terza edizione ed in programma ad Arezzo da venerdi’ 6 a domenica 8 novembre prossimi. “Ad oggi – ha aggiunto Bramerini – sul fronte delle energie rinnovabili registriamo in Toscana una serie di cifre positive che vanno dal +1,8% dell’idroelettrico, al +10% della geotermia, al +113% dell’eolico al +614% del fotovoltaico. Le biomasse, per le quali il Piano energetico regionale prevede piccole centrali e filiere corte, piu’ che raddoppiano la loro potenza, in una regione coperta da boschi e foreste per meta’ del proprio territorio e in cui e’ notevole la quantita’ di scarti da lavorazioni agricole.
Questo e’ particolamente importante ed indicativo di come si stiano riscoprendo le enormi potenzialita’ di questo sistema, antico ma modernissimo, di produrre calore ed elettricita’ sfruttando le risorse di cui disponiamo in loco.
E’ anche grazie ad iniziative come “Agrienergie” che contiamo di migliorare ulteriormente questa ottima performance, visto che il valore potenziale della produzione da biomasse e’ stimato in 800 milioni di euro l’anno e dalle circa 1.000 abitazioni scaldate oggi grazie a combustibili di origine agroforestale toscana, potremmo presto passare a 50.000″.
La tre giorni aretina si sviluppera’ non solo attraverso il normale canale espositivo, ma anche con un convegni, eventi, incontri. Nel pomeriggio di venerdi’ 6 sara’ il presidente della Regione, Claudio Martini, a partecipare all’iniziativa organizzata da Legambiente e dedicata alla definizione del significato di sostenibilita’ economica, sociale e ambientale della filiera agroenergetica.
Agricoltura: in Emilia Romagna al via i servizi on line verso la ‘burocrazia a km zero’
ott/090
SIIIII finalmente si parte con qualcosa di buono, beppe grillo lo ha sempre predicato, ed io ho sempre manifestato il mio consenso a riguardo… incollo l’articolo
Bologna – (Adnkronos) – Comincia oggi per gli agricoltori dell’Emilia Romagna un percorso verso la ‘burocrazia a chilometro zero’. Sono gia’ sei i servizi on line presenti sul nuovo portale www.ermesagricoltura.it, presentato questa mattina in un’azienda vitivinicola sui colli bolognesi dall’assessore regionale all’agricoltura, Tiberio Rabboni. Si potranno richiedere i contributi previsti dalle leggi europee e nazionali, presentare la domanda per il carburante a prezzo agevolato (sono gia’ 65 mila le aziende che lo richiedono), ottenere l’autorizzazione per lo spandimento dei liquami zootecnici (circa 3 mila soggetti interessati), modificare il proprio piano colturale biologico o semplicemente sceglierlo come tipo di coltivazione (lo praticano gia’ 3.843 alle aziende). Via web sara’ anche possibile presentare per le 1600 aziende florovivaistiche la dichiarazione della propria produzione.
Basta connettersi a internet e digitare www.ermesagricoltura.it. “C’e’ una nuova possibilita’ per i nostri agricoltori. Ora serve il coraggio – e’ l’appello dell’assessore Rabboni – di saperla cogliere con intraprendenza e senza titubanze”. Una scelta necessaria perche’ “oggi l’Italia soffre di burocrazia. Mediamente un agricoltore – ha spiegato Rabboni – spende due giorni a settimana per queste pratiche, rendendo la nostra produzione appesantita e meno competitiva sul mercato rispetto agli altri Paesi”.
La Regione Emilia Romagna percorrera’ due strade: offrire servizi on line e far dialogare telematicamente i diversi soggetti pubblici interessati. “L’idea e’ semplice e non particolarmente onerosa per le aziende” ha detto Rabboni, spiegando che si tratta di “mettere l’agricoltore in condizione di poter comunicare con la Pubblica Amministrazione da casa attraverso internet”.
E’ sufficiente una connessione a internet e una chiave di identificazione. Inizialmente il riconoscimento avverra’ tramite una username ed una password e tra qualche settimana con la smart card, l’identita’ elettronica di un agricoltore, “che sara’ rilasciata – fa sapere il direttore generale all’agricoltura della Regione Emilia Romagna, Valtiero Mazzotti – dagli uffici postali o dalla Camera di Commercio al costo di circa 30/40 euro”.
Internet diventa quindi la piattaforma principale e piu’ agevole per tutte le pratiche burocratiche che riguardano il mondo dell’agricoltura. Per questo la Regione ha previsto nuove risorse dal Piano di sviluppo rurale, 8 milioni di euro, per estendere la banda larga nelle aree marginali e soprattutto alle aziende agricole di montagna. Contributi che si sommano a quelli gia’ distribuiti nel 2009. “La Regione questo anno ha finanziato 53 mila agricoltori rispondendo a tutte le 72.800 domande arrivate – ha sottolineato Nicodemo Spatari, direttore di Agrea, l’Agenzia regionale erogazioni in agricoltura della nostra regione – per una somma totale di poco inferiore ai 482 milioni di euro”.
Nelle prossime settimane il nuovo portale permettera’ ulteriori servizi per l’agricoltore: on line si potranno inoltrare le domande per il risarcimento dei danni da calamita’ naturali, richiedere le autorizzazioni per gli espianti e i reimpianti dei vigneti, ricevere il certificato fitosanitario per il commercio estero o presentare on line le domande per i contributi per la ricerca e la sperimentazione.
Lancette indietro di 60 minuti, domenica prossima torna l’ora solare
ott/090
Roma, 22 ott. (Adnkronos) – Termina l’ora legale che lascia il posto all’ora solare, con l’obbligo di mettere le lancette dell’orologio indietro di un’ora, la notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Con il ritorno all’ora solare si recupera così quell’ora di sonno persa il 29 marzo scorso. Le lancette dovranno essere spostate all’indietro alle 3 di notte tra sabato e domenica, posizionandole quindi sulle ore 2. Per ritornare all’ora legale bisognerà invece attendere il 28 marzo 2010. L’ora solare ci accompagnerà per i cinque mesi invernali ed è l’orario di base usato da molti Paesi durante l’inverno e conosciuto anche con il nome di “ora civile convenzionale”.
In Italia il primo passaggio dall’ora solare a quella legale è avvenuto nel 1916, anno in cui per la prima volta nel nostro Paese si spostarono le lancette avanti di un’ora. Un cambio d’ora rimasto in uso fino al 1920 perché da quell’anno l’alternarsi fra l’ora legale e quella solare fu abolito e ripristinato diverse volte tra il 1940 e il 1948 a causa della Seconda guerra mondiale. Con una legge del 1965, dal 21 maggio 1966, invece, in pieno periodo di crisi energetica, il cambio tra ora solare e ora legale fu usato con continuità anche se con modalità diverse negli anni.
Dal 1966 al 1980 venne stabilito infatti che l’ora legale dovesse rimanere in vigore dalla fine di maggio alla fine di settembre, mentre dal 1981 al 1995 si stabilì invece di estenderla dall’ultima domenica di marzo all’ultima di settembre. Il regime definitivo di passaggio dall’ora solare all’ora legale è entrato quindi in vigore nel 1996 quando, a livello europeo, si stabilì di prolungare l’ora legale ulteriormente, passando dall’ultima domenica di marzo all’ultima di ottobre.
Ma l’Italia non è certo l’unico Paese europeo a dover segnare il passaggio dall’ora legale all’ora solare. Nell’Unione europea l’adozione dell’ora legale è infatti armonizzata dal 1996, nonostante le polemiche di alcuni stati membri. E in Svizzera l’ora legale, adottata per la prima volta nel 1981, attualmente è liberamente coordinata con le direttive dell’Unione europea. Ma lo spostamento all’indietro delle lancette dell’orologio non è scandito in modo uguale nei diversi Paesi del mondo, anzi in alcuni non avviene affatto, basti pensare al Giappone o ai paesi dell’area equatoriale.
In generale, i Paesi della fascia tropicale infatti non adottano l’ora legale perché la variazione delle ore di luce durante l’arco dell’anno è minima e non consente di avere ore di luce sufficienti la mattina tanto da giustificare uno spostamento di lancette in avanti di un’ora per aggiungere luce alla sera. Se si fa poi riferimento all’emisfero australe, il passaggiio all’ora solare dall’ora legale segue un calendario invertito rispetto all’Europa e al Nord America. L’ora legale in Australia è infatti in vigore da ottobre a fine marzo o inizio aprile, con possibili variazioni da stato a stato, mentre in Brasile si va da novembre a febbraio.

In Africa, inoltre, è scarsamente usata, così come in Asia, dove si usa nelle Repubbliche caucasiche dell’ex Unione Sovietica, ma non in molti stati in quanto i calendari non sono omogenei. Ma come è nata l’ora legale in sostituzione dell’ora solare? L’idea risale al 1784 quando l’inventore del parafulmine, Benjamin Franklin, pubblicò un’idea sul quotidiano francese ‘Journal de Paris’. Le riflessioni di Franklin si basavano sul principio di risparmiare energia ma non trovarono seguito. Si dovette quindi aspettare quasi un secolo quando, nel 1907, l’idea venne ripresa dal costruttore inglese William Willet. E questa volta trovò terreno fertile a causa delle crescenti esigenze economiche scaturite dalla Prima guerra mondiale.
Nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede così il via libera al British Summer Time che implicava lo spostamento delle lancette un’ora in avanti durante l’estate. Poi molti paesi imitarono la Gran Bretagna e sancirono il passaggio da ora solare a ora legale perché puntare, in tempo di guerra, al risparmio energetico era una ineludibile priorità. Proprio sul fronte del risparmio energetico con il passaggio dall’ora solare all’ora legale, dal 2004 al 2007, l’Italia ha risparmiato complessivamente oltre 2,5 miliardi di kilowattora, pari a 300 milioni di euro.
Secondo quanto calcolato da Terna, la società responsabile in Italia della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione, per il nostro Paese il risparmio di energia ottenuto per il solo 2007 è stato di 645,2 milioni di kilowattora. Ma quanto piace agli italiani questo spostamento di lancette dell’orologio?
Da sondaggio condotto dal Codacons risulta che gli italiani sono per il 50% a favore e per il 50% contrari all’ora legale. La stessa inchiesta ha tuttavia rilevato che la maggior parte degli intervistati è a favore dell’abolizione dell’ora solare. Questa soluzione comporterebbe l’utilizzo dell’ora legale tutto l’anno, che non permetterebbe un risparmio energetico durante l’inverno ma eliminerebbe il cambio dell’ora.
Toscana, accordo regionale per l’installazione ”chiavi in mano” di pannelli fotovoltaici
ott/090
Firenze, 21 ott. – (Adnkronos) – Un accordo regionale rivolto a cittadini e imprese per l’installazione ”chiavi in mano” di pannelli fotovoltaici capaci di produrre energia elettrica sfruttando i raggi del sole e’ stato siglato questa mattina presso la Regione Toscana dalla Cna, la Confederazione nazionale dell’artigianato e da Energia futura, l’azienda nata nello stabilimento dell’ex Electrolux di Scandicci. L’intesa, valida fino al 2015, prevede la fornitura, a prezzi vantaggiosi, di moduli fotovoltaici e delle relative strutture di sostegno realizzati con tecnologie di avanguardia.
”Si tratta – commenta l’assessore regionale all’energia e all’ambiente, Anna Rita Bramerini presente alla firma dell’accordo – di una doppia buona notizia e di un’intesa utile per l’economia e importante per cittadini e imprese. E’ doppiamente buona perche’ testimonia della vitalita’ dell’azienda nata da una lunga crisi produttiva e lo e’ anche perche’ pone le premesse per un ulteriore sviluppo della produzione di energia dal sole, che nell’ultimo anno e’ mezzo e’ cresciuta, anche grazie ai finanziamenti regionali di oltre sei volte ed e’ destinata a proseguire”.
Il costo medio per l’installazione di un impianto fotovoltaico di tipo familiare e’ di circa 5.000 euro a kilowatt. Considerando che in genere i consumi familiari si attestano su 3 kw, per soddisfare interamente il fabbisogno di una famiglia e’ necessario un investimento di circa 15.000 euro, che si ammortizzano in 7 anni. Nel caso di impianti piu’ potenti, il costo diminuisce in proporzione.
“La collaborazione fra Cna Toscana – aggiunge il presidente della Confederazione, Valter Tamburini – che associa nella regione circa 45.000 imprese di cui oltre 15.000 del settore edilizia e installazione impianti, ed Energia Futura, la societa’ che nella sede di Scandicci produce pannelli fotovoltaici, prospetta un inedito modello di filiera corta: il fotovoltaico a chilometri zero. Due gli obiettivi dell’accordo per gli imprenditori Cna: acquistare ai prezzi migliori e contribuire a rendere lo stabilimento di Scandicci punto di riferimento in Toscana per gli impianti fotovoltaici e un centro di ricerca e produzione per le energie alternative”.

L’accordo prevede la possibilita’ di acquistare i pannelli online, a prezzi che comprendono anche il trasporto all’interno della regione. “Accordi come questo – afferma Massimo Fojanesi, amministratore delegato di Energia Futura – confermano quanto il nostro gruppo ritenga strategico un forte legame con il territorio e l’inclusione degli artigiani installatori nelle politiche di sviluppo industriale della nostra azienda, per arrivare insieme alla costruzione di una vera e propria filiera toscana e italiana certificata del fotovoltaico”.
In base all’accordo sottoscritto questa mattina, l’impresa che installa l’impianto fotovoltaico (ma cio’ vale anche per il solare termico) fornisce al cliente (cittadino o azienda che sia) un servizio completo: dalla presentazione del progetto alla parte tecnica (con il lavoro di installazione e messa in funzione dell’impianto), allo svolgimento di tutte le pratiche amministrative e burocratiche, comprese quelle per la richiesta delle agevolazioni pubbliche e anche per eventuali finanziamenti da parte di istituti bancari e istituti di credito.
Un servizio di Google per il monitoraggio del consumo energetico
ott/090
Un nuovo progetto di Google permetterà di monitorare e misurare i consumi degli elettrodomestici, raccogliendo la diffusione dei dati via wireless.
Power Meter è il nome del di un nuovo progetto annunciato sul blog aziendale di Google, ideato con l’obiettivo di monitorare e misurare i consumi degli elettrodomestici, tramite una diffusione dei dati via wireless. Lo strumento dovrebbe aiuterà milioni di utenti a tracciare un profilo del loro consumo energetico e, di conseguenza, a una riduzione. Secondo gli studi della grande “G” il solo accesso ad informazioni dettagliate riguardo l’uso domestico di energia può già portare ad un risparmio sulla fattura elettrica fino al 15%.
Il tool permetterà di impostare il proprio profilo e visualizzare e controllare il proprio andamento energetico. I dati vengono possono essere diffusi via wireless agli smarter power, piccoli dispositivi hardware integrabili con le prese elettriche domestiche.
Lo strumento è ancora in fase di prototipo e test, ma potrebbe essere disponibile al grande pubblico già a partire dai prossimi mesi.




