Crisi, Napolitano: ”No a facile ottimismo. Servono unità, coesione sociale e riforme”
nov/090
Roma, 5 nov. (Adnkronos/Ign) – No al facile ottimismo, sì a una pacata fiducia in prospettiva: valorizzando quei segnali di ripresa che si registrano grazie agli interventi delle istituzioni internazionali e dei singoli governi e all’azione delle imprese; ma senza nascondere le preoccupazioni per il calo dei consumi familiari e per le difficoltà nel mercato del lavoro.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sintetizza così la realtà economica italiana, nel momento di presumibile passaggio dalla fase di crisi a quella di sviluppo, intervenendo al Quirinale, alla presenza del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, in occasione della consegna delle insegne ai nuovi Cavalieri del Lavoro.
Per il capo dello Stato, “possiamo oggi non già esprimere facile ottimismo ma guardare pacatamente le prospettive più vicine e a quelle di più lungo termine. Se in questo momento – osserva Napolitano – possiamo registrare segnali incoraggianti di ripresa e di ritorno alla crescita del prodotto industriale, lo si deve senza dubbio all’insieme degli energici interventi d’emergenza e delle politiche di sostegno che il governo e le istituzioni internazionali hanno messo in atto, spingendo l’economia mondiale verso un netto risultato positivo previsto per l’anno 2010″.
Il Quirinale sottolinea al tempo stesso che “molto ha contato nel nostro Paese la reattività delle imprese, dalle più grandi alla miriade di imprese medie e piccole, fino a quelle di impronta familiare e individuale: si tratta davvero di un vasto mondo da cui sono venuti decisivi impulsi ed esempi di impegno a resistere, a non cedere, a non fermarsi, a rispondere con intelligenza, creatività e spirito competitivo alla stretta della crisi globale”.
Napolitano non nasconde la sua “preoccupazione, nell’immediato, per la riduzione dei consumi delle famiglie e per il peggioramento del mercato del lavoro”, rilevando anche “il tardare di una robusta ripresa degli investimenti”. Inoltre, “preoccupano, in prospettiva, i limiti persistenti nello sviluppo della ricerca, chiave decisiva per l’innovazione e per la crescita futura”.

Napolitano, che fa suo ”il giudizio positivo ribadito innanzitutto dal Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, sulle prove che dinanzi alla crisi ha dato di sé il nostro sistema bancario”, ha esortato a “guardare tutti insieme al da farsi, nei suoi diversi aspetti, internazionali e nazionali. Guardiamo alle riforme di cui c’è bisogno e a cui si sta lavorando sul piano mondiale; e alle riforme e alle scelte da adottare finalmente in Italia, per risalire in tempi non troppo lunghi ai livelli di attività precedenti la caduta del 2008-2009 e per imprimere alla nostra economia e alla nostra società quel dinamismo che sono venute perdendo da oltre un decennio”.
Il presidente della Repubblica testimonia il suo “apprezzamento all’intero mondo delle imprese: è un mondo – spiega – al quale guardo con particolare attenzione e fiducia nello sforzo, che considero mio dovere istituzionale e a cui dedico ogni mia energia, di cogliere e valorizzare le risorse, le potenzialità e le volontà su cui l’Italia può contare e far leva, per vedere crescere la propria unità, la propria coesione sociale, il proprio ruolo in Europa e nel mondo”.
In tal senso, Napolitano assicura: “Continuerò a richiamare tenacemente il Paese e le forze che lo rappresentano alla necessità di una più serena e condivisa considerazione degli interessi in gioco per il nostro Paese in questa complessa e cruciale fase storica: liberiamoci – esorta – di quel di più, di quel di troppo, in termini di esasperazione dei contrasti e di contrapposizione dei punti di vista, che può compromettere il nostro domani”.
“Continuerò a richiamare tenacemente il Paese – dice Napolitano – e le forze che lo rappresentano alla necessità di una più serena e condivisa considerazione degli interessi in gioco per il nostro Paese in questa complessa e cruciale fase storica”.




